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pubblicato domenica, 10 aprile 2016 da Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Evelyn Waugh, tra i più eleganti scrittori inglesi del Novecento

Evelyn Waugh (1903-1966)

Evelyn Waugh (1903-1966)

Temuto, riverito e guardato spesso con diffidenza, Evelyn Waugh (1903-1966) è una di quelle figure che giganteggiano da qualunque angolazione o prospettiva uno la guardi. Il suo sarcasmo, la sua ironia dalla punta a tratti avvelenata gli crearono in vita molti nemici. Tuttavia gli amici si fecero più volte garanti della sua gentilezza, di quella sua disponibilità a soccorrere con generosità chi gli stava accanto. Dicotomie di una personalità del resto complessa, tormentata, che lo portò, giovanissimo, a un passo dal suicidio. In questa altalena di alti e bassi, Evelyn Waugh si impose tra le due guerre come uno dei più grandi scrittori di tutto il Regno Unito.

La sua prosa fu prontamente elogiata dai critici più quotati, citata come esempio sommo di una tradizione che proprio in lui sembrava trovare il suo maestro più insigne, mentre i suoi romanzi spesso satirici e di spietata critica dell’alta società inglese (citiamo qui Declino e caduta, Una manciata di polvere e Ritorno a Brideshead) riscuotevano un successo travolgente che gli consentiva di guadagnare somme consistenti anche come giornalista.

Tuttavia dopo la seconda guerra mondiale (dove, lo ricordiamo, fu anche uomo d’azione nella Marina reale) la sua salute cominciò progressivamente a deteriorarsi. Non ancora sessantenne lo scrittore si trovò a far fronte a tutta una serie di malattie e disturbi che culminarono in una cupa depressione di cui riuscì però a scrivere con pungente ironia in The Ordeal of Gilbert Pinfold. Grasso, sordo e invecchiato prima del tempo, Evelyn Waugh morì per infarto il 10 aprile 1966, giorno di Pasqua, dopo aver partecipato alla Messa nel villaggio in cui da tempo risiedeva con la famiglia.

Ancora giovane, John Courteney Boot, come proclamava il suo editore, aveva raggiunto una posizione sicura e invidiabile nel mondo letterario contemporaneo. I suoi romanzi vendevano quindicimila copie il primo anno ed erano letti dalle persone il cui giudizio era da lui considerato degno di rispetto. (da: L’inviato speciale –incipit, traduzione di Francesco Saba Sardi)

Foto | WikiCommons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).