0
pubblicato venerdì, 13 maggio 2016 da Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Sholem Aleichem, quasi Mark Twain

Sholem Aleichem

Sholem Aleichem (1859-1916)

Sholem Aleichem, ovvero Sholem Naumovich Rabinovič, nacque in Ucraina il 2 marzo 1859 e morì a New York, 13 maggio 1916. Scrittore di racconti umoristici in yiddish, il dialetto di origine ebraica nato in Europa centro orientale e approdato negli States con le migrazioni, fu il primo a comporre in quella lingua anche testi per bambini. Nelle novelle, nei romanzi e nei testi teatrali raccontava la vita nei villaggi e nei piccoli centri ucraini nonché quella di coloro che emigrarono in America.

Probabilmente il suo nome non vi dirà niente finché non menzionerò il film Il violinista sul tetto che, nel 1971, grazie al regista Norman Jewison portò sullo schermo parte delle sue storie. Jewison, regista di Jesus Christ Superstar, aveva in realtà ripreso il precedente e omonimo musical del 1964, che raccontava di Teyve, un suonatore di violino che, ad inizio secolo, decide di abbandonare la sua patria, l’Ucraina e dirigersi oltre oceano per paura di un progrom.

La passione di Sholem Aleichem per lo yiddish

Torniamo al nostro Sholem Aleichem, che aveva scelto come pseudonimo un’espressione colloquiale molto conosciuta. Tradotta letteralmente significa la pace sia su di voi, ma è un saluto comune, che va quasi a sostituire il classico ciao come stai. La sua decisione di dedicarsi alla scrittura, nacque poco dopo la morte di sua madre, quando aveva appena quindici anni. Altrettanto velocemente si manifestò il suo spirito ironico, visto che una delle sue prime composizioni constava degli insulti usati abitualmente dalla seconda moglie del padre.

Precoce com’era, si ritrovò a fare da precettore a soli diciassette anni e a sposare successivamente la fanciulla da lui istruita, che gli diede sei figli di cui alcuni, neanche a dirlo, divennero scrittori. La sua prima produzione letteraria si manifestò attraverso le lingue russa ed ebraica, ma quando esplose la sua passione per lo yiddish, quasi dieci anni dopo i suoi esordi, in pochi anni produsse ben quaranta opere, posizionandosi tra le figure di spicco della letteratura yiddish.

Il suo impegno nel tramandare la tradizione letteraria ebraica si manifestava non solo nella stesura di racconti e romanzi, ma anche nel sostegno ad altri autori e nella ferma volontà di essere ricordato con un sorriso e non con un pianto. Le sue opere, che pure, in vita, non gli garantirono grandi ritorni economici, sono tradotte in tutte le lingue. Negli Stati Uniti venne considerato come il Mark Twain di lingua ebraica.

Per cominciare a conoscerlo, potreste partire dal catalogo Adelphi con Storie di uomini e animali, Cantico dei cantici e Un consiglio avveduto, ma molte altre opere potete trovarle edite da Marietti, Feltrinelli, Bompiani, Belforte Salomone.

Foto | See page for author [Public domain], via Wikimedia Commons


Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








Potrebbe interessarti anche…