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pubblicato mercoledì, 25 maggio 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Oswaldo Reynoso, tra le voci più importanti della narrativa peruviana, è morto

Oswaldo Reynoso (1931-2016)

Oswaldo Reynoso (1931-2016)

Oswaldo Reynoso, scrittore peruviano, autore di romanzi come Niente miracoli a ottobre (pubblicato in Italia da Sur, con traduzione di Federica Niola e prefazione di Mariana Enriquez) e una delle grandi voci del romanzo nel suo paese, è morto. Reynoso aveva 85 anni e una grande vitalità che, nonostante l’età, lo portava ancora in giro a diversi appuntamenti in tutto il Perù per poter incontrare i suoi lettori e fare reading delle sue opere.

Chi era Oswaldo Reynoso

Oswaldo Reynoso nacque ad Arequipa (stessa città che ha dato i natali a Mario Vargas Llosa) nel 1931. Dopo la laurea è stato docente di lingua e letteratura, e di fatto ha insegnato, in un modo o nell’altro, fino ai suoi ultimi giorni. La sua prima opera ha visto la luce nel 1955: si trattava della raccolta di poesie Luzbel. Tuttavia, sarà la narrativa il genere con cui diventerà uno degli scrittori contemporanei più famosi. Il suo concittadino Mario Vargas Llosa lo considerava uno spartiacque nella letteratura peruviana.

Ha vissuto dodici anni in Cina, insegnando spagnola, e dopo essere ritornato in Perù ha continuato la docenza presso Universidad Nacional de Educación e l’Universidad Federico Villarreal.

Los inocentes (che è in corso di pubblicazione con Sur) è stato il libro che lo ha consacrato tra i grandi della letteratura: vide la luce nel 1961 ed è stato il primo libro peruviano a portare nella letteratura il linguaggio giovanile. Un’opera che generò molte controversie soprattutto per come affrontava la sessualità dei personaggi (non c’è niente da fare: quando si toccano alcuni temi, tutti saltano sulla sedia!). La conferma delle sue qualità di scrittore venne nel 1965 con il romanzo Niente miracoli a ottobre (l’unico suo libro pubblicato in Italia), a cui seguirono El escarabajo y el hombre (1970), En busca de Aladino (1993), Los eunucos inmortales (1995), El goce de la piel (2005), Las tres estaciones (2006), En busca de la sonrisa encontrada (2012) e Arequipa lámpara incandescente (2014).

Nel 2013 la Casa della Letteratura Peruviana lo ha premiato con il Premio Casa de la Literatura Peruana alla carriera e proprio in questo ente è stata allestita la camera ardente per l’estremo saluto allo scrittore.

Via | Google News
Foto | screenshot da Youtube




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.