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pubblicato giovedì, 26 maggio 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

La biblioteca all’aperto, una bella iniziativa a Monte San Biagio (Lt)

Biblioteca all'aperto - Monte San Biagio (Lt)

Uno sguardo alla sala di lettura della biblioteca all’aperto di Monte San Biagio (Lt)

Monte San Biagio è un centro del sud pontino che, tra i suoi illustri concittadini, conta l’imperatore romano Servio Sulpicio Galba. Posto in una situazione invidiabile, con i monti alle spalle e lo sguardo che spazia sul lago di Fondi e sul mare, fino alle isole ponziane, è noto ai cultori del buon cibo per la sua salsiccia, ma anche per il fagiolo dolico e le cipolle, di cui sembra fosse ghiotto papa Alessandro VI Borgia. In campo culturale non possiamo certo dimenticare il pittore Cristoforo Scacco (XV-XVI secolo), la cui dimora è nel centro del paese e che ha realizzato lo splendido polittico che si trova nella chiesa parrocchiale. Ne parlo in toni così affettuosi perché è il paese di origine della mia famiglia e tra le sue strade, tutte fatte di scale, sono cresciuto.

Oggi c’è un motivo in più per ricordare con affetto Monte San Biagio: pochi giorni fa è stata inaugurata la Biblioteca all’aperto, a quanto ci è dato sapere la prima in Italia. Alle spalle di questa iniziativa c’è l’Associazione Sughereta Villa San Vito (un altro vanto del paese: ettari di bosco con splendide querce da sughero) che, grazie al sostegno della locale amministrazione comunale e del Sistema Bibliotecario Sud Pontino, ha potuto portare avanti questo progetto. Abbiamo incontrato la presidente dell’Associazione, Ilaria D’Ambrosio, e ci siamo fatti dare qualche dettaglio in più sulla biblioteca all’aperto.

Conosciamo meglio la biblioteca all’aperto

Biblioteca all'aperto - Monte San Biagio (Lt)

Bambini che leggono nella biblioteca all’aperto

Cos’è la biblioteca all’aperto? Come funziona? A chi si rivolge?
La biblioteca all’aperto è un luogo naturalistico e caratteristico nel quale viene allestita una vera e propria biblioteca dove le persone, in giorni e orari stabiliti, hanno la possibilità di rilassarsi immersi nel verde, all’ombra sotto un albero con il sottofondo della meravigliosa cascata Paradiso.

Qual è il percorso che ha portato alla nascita di questa realtà?
L’idea è venuta a un socio in particolare dopo la visita di una biblioteca all’aperto a Lubiana, capitale della Slovenia. A quel punto tutto il direttivo dell’Associazione Sughereta Villa San Vito ha accolto con il cuore questa iniziativa proprio perché ha sempre mirato alla promozione e alla salvaguardia di questo immenso polmone verde. Il principale obiettivo quindi è affiancare la cultura e la natura in modo da far riscoprire piaceri quasi scomparsi, a causa della vita frenetica di oggi, sia ai grandi che ai più piccoli. Appena abbiamo deciso di far diventare questa idea una realtà abbiamo subito studiato su come fare per attirare l’attenzione del popolo. Quindi abbiamo pensato di coinvolgere prima le scuole del posto e organizzare una mattinata di lettura alla cascata fornendo ogni bambino di un libro avente come tema “il viaggio”, sia fisico che psicologico, e poi realizzare alla fine un lavoro concordato con le insegnanti. Il taglio del nastro c’è stato giovedì 19 maggio 2016 con i bambini di quarta e quinta elementare del plesso Giovanni XXIII. È stato un grande successo, i bambini si sono molto interessati e lo abbiamo riscontrato dalla prima apertura domenicale durante la quale, oltre alla visita di cittadini, abbiamo riconosciuto molti dei bambini della scuola che sono ritornati perché colpiti dalla giornata vissuta. Per ora l’apertura al pubblico c’è ogni domenica dalle 15:30 alle 17:30, per poi cambiare di orario in estate. Inoltre saranno programmate delle serate con incontri con gli autori di zona e non, e tante altre piacevoli iniziative.

Henry David Thoreau in Walden ovvero Vita nei boschi scrive: «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto», frase celeberrima che troviamo anche nel film L’attimo fuggente. Quali sono i benefici nel leggere all’aperto?
I benefici del leggere all’aperto sono molteplici e secondo me ognuno di noi riesce a trovarne sempre di nuovi. Sicuramente la natura ci regala una sensazione che ci accarezza l’anima e ci fa riavvicinare alla nostra essenza, poi se mettiamo insieme a questo anche la lettura di un libro si integrano due aspetti fondamentali della vita che sono la cultura e il rispetto per la natura. Con la vita frenetica che quasi tutti conduciamo oggi, molti dentro casa non riescono a trovare il tempo per la lettura di un buon libro, farlo invece in un luofo diverso e a contatto con la natura ci permette di ritagliare uno spazio dedicato al nostro benessere interiore.

Pensando alla biblioteca all’aperto mi sono tornati in mente alcuni versi di Erri De Luca che nella poesia Un bosco afferma:

Il libro che scrivo sul quaderno
è cellulosa uccisa da una motosega,
la copertina è polpa di conifera abbattuta.
Scrittore, pianta un albero per ogni nuovo libro,
restituisci foglie in cambio delle pagine.
Uno scrittore deve un bosco al mondo.

Chiedo allora a Ilaria D’Ambrosio: è previsto (o lo sarà) anche un servizio di eBook in modo da sensibilizzare i lettori alle tematiche ecologiste? O, in alternativa, si potranno piantare degli alberi per ogni libro che entra in biblioteca?
Siamo ancora all’inizio per cui è ancora molto presto per parlare di eBook e quant’altro, ma ci penseremo. Sicuramente è molto più coerente l’idea di piantare un albero per ogni libro piuttosto che creare un eBook perché il nostro intento è allontanare grandi e piccoli, per qualche ora, dalla tecnologia e avvicinarli alla natura. Ovviamente non è la stessa cosa sfogliare un libro cartaceo e sfogliare un libro sul proprio iPad o computer.

Foto | Facebook








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.