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pubblicato domenica, 29 maggio 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Consigli di lettura per il 2 giugno, festa della Repubblica

2 giugno, festa della Repubblica Italiana

2 giugno, festa della Repubblica Italiana

Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana per ricordare il referendum del 2 giugno 1946 che abolì la monarchia e istituì la Repubblica. A settant’anni da quel 2 giugno è bene soffermarsi sulla nostra Costituzione, che proprio in questo periodo è al centro di grandi discussioni per via del referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi («Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione»): è di fondamentale importanza essere informati e votare sapendo cosa si sta votando, in modo che l’odierna festa della Repubblica Italiana non sia una mera (e inutile) parata militare.

Sei consigli di lettura per il 2 giugno

  • Michele e Ainis e Vittorio Sgarbi, La Costituzione e la Bellezza (La nave di Teseo, 2016): sedici capitoli in cui Michele Ainis disegna un inedito commento letterario della nostra Costituzione e Vittorio Sgarbi lo affianca scegliendo un’opera per ciascuno dei dodici princìpi fondamentali e dei quattro titoli che compongono la prima parte della Carta. Un incontro che rivela la bellezza di un documento a cui contribuirono filosofi, linguisti e intellettuali come Croce, Marchesi, Calamandrei, capaci di esprimere nel rigore della forma un’altissima sensibilità letteraria.
  • Paolo Pombeni, La questione costituzionale in Italia (Il Mulino, 2016): come è nata la nostra Costituzione? Dopo aver inquadrato il problema della Costituente nella storia d’Italia dal Risorgimento in poi, l’autore passa in rassegna le diverse interpretazioni che il pensiero giuridico italiano ha elaborato circa il potere costituente, esamina le principali posizioni dell’opinione pubblica prima e durante i lavori dell’Assemblea costituente nel 1946-47, ricostruisce l’iter concreto della nostra Carta costituzionale, mettendo a fuoco il ruolo di De Gasperi e illustrando i punti caldi del dibattito. Da ultimo ripercorre le discussioni sulle riforme costituzionali, iniziate già all’indomani dell’approvazione della Carta nel 1948 e tuttora vivissime.
  • Salvatore Settis, Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla (Einaudi, 2016): nella Costituzione troviamo scritti la sovranità popolare, il diritto al lavoro, alla salute, alla cultura, il precetto di orientare l’economia e la proprietà secondo il principio supremo del bene comune. Troviamo un orizzonte dei diritti dei cittadini, non ancora pienamente attuato, per cui possiamo dire con Calamandrei che «lo Stato siamo noi». Lo Stato, non i governi. Perché i governi hanno fatto il contrario: hanno smontato lo Stato, ridotto lo spazio dei diritti, svenduto le proprietà pubbliche, anteposto il profitto delle imprese al pubblico interesse.
  • Emanuele Rossi, Una costituzione migliore? Contenuti e limiti della riforma costituzionale (Pisa University Press, 2016): da più di trent’anni il tema delle riforme dello Costituzione è all’attenzione del dibattito pubblico. Commissioni bicamerali, comitati governativi, gruppi di lavoro hanno cercato di definire soluzioni diverse per il funzionamento delle nostre istituzioni repubblicane. Fino od oggi, l’unico risultato prodotto è la riforma del Titolo V dello Costituzione, approvato nel 2001. Ora, il Parlamento è giunto ad un passo da una riforma che, con ogni probabilità, sarà sottoposta a referendum popolare: con esso si intende superare il bicameralismo paritario, si ridefiniscono i rapporti tra Stato e Regioni, si aboliscono il CNEL e le Province, si interviene su altri aspetti non del tutto marginali del testo costituzionale. Una riforma piuttosto ampia (ben 45 articoli dello Costituzione su 139 verrebbero modificati, un terzo), che ha suscitato reazioni contrastanti, sia nell’opinione pubblica che nel mondo scientifico di riferimento. Il presente volume cerca di spiegare, con un linguaggio semplice ma rigoroso, i contenuti della riforma, analizzandone i punti di forza e di debolezza, le scelte opportune e gli errori commessi. Il suo obiettivo è di aiutare a decidere, in un senso o nell’ altro, quando si andrà a votare per il referendum. Perché è sulla riforma che si dovrà votare, al di là delle ragioni politiche contingenti: i Governi passano, la Costituzione resta.
  • Serena Ballista e Judith Pinnock, Bella Costituzione. Madri e padri costituenti crescono (Ferrari Sinibaldi, 2016): il testo è un libro-quaderno, fortemente interattivo, che accompagna chi legge alla scoperta di come la nostra Costituzione sia nata e di come permei la vita quotidiana di ognuno, facendo appello ai giovani perché evochino dentro di sé lo spirito dei partigiani e delle partigiane che ci hanno permesso di godere di una democrazia che non va mai data per scontata. Il libro è ricco di schede, rimandi bibliografici, esercitazioni, e si presta ad essere una guida anche per insegnanti che vogliano proporre il percorso nelle proprie classi.
  • Roberto Piumini, Emanuele Luzzati e Valerio Onida, La Costituzione è anche nostra (Sonda 2013): un testo avvincente sui valori della nostra Costituzione, per i più piccoli (a partire da 8 anni). Le tavole di Emanuele Luzzati e i testi di Roberto Piumini raccontano i valori della Costituzione attraverso 15 parole-chiave: democrazia, lavoro, diritti umani, uguaglianza, diritti e doveri, unità della Repubblica, rispetto delle diversità linguistiche, Stato e chiesa, dialogo tra le religioni, cultura e ricerca, ambiente, arte e storia, accoglienza dello straniero, pace, tricolore. Il testo è arricchito dai commenti del costituzionalista Valerio Onida.

Approfondimenti per la festa della Repubblica

Se cercate qualche approfondimento per il 2 giugno, ecco tre nostre proposte:

Foto | Pixabay


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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