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pubblicato lunedì, 30 maggio 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

9 libri da leggere prima di viaggiare a New York

viaggiare a New York

Viaggiare a New York: consigli di lettura

Viaggiare a New York non è qualcosa che si fa alla leggera: richiede pianificazione, una buona logistica e, soprattutto, un desiderio accarezzato a lungo. E quale modo migliore per prepararsi a un viaggio nella Grande Mela che quello di muoversi tra le pagine di un libro e innamorarsi, così, della città che non dorme mai? Del resto, non dimentichiamolo, New York è anche una delle mete letterarie di questo nostro mondo.

Viaggiare a New York: quali libri leggere

  1. Brooklyn di Colm Tóibín. Ambientato negli anni Cinquanta del XX secolo, Brooklyn racconta la storia di Eilis, immigrata irlandese che viaggia a New York con lo stesso sogno americano di tutti i suoi compagni di viaggio. Sopravvivere alla solitudine della grande città sarà difficile e lo sarà ancora più quando nella sua Irlanda accadrà una tragedia ed Eilis dovrà decidersi tra le due vite che ha creato. Questo romanzo (da cui è stato tratto il film omonimo) ci permette di vivere quasi in prima persona come era Brooklyn a quei tempi, un posto pieno di opportunità per tutti, ma anche un luogo in cui confluivano tutte le comunità di immigrati di diverse culture e i delicati rapporti che ne scaturivano.
  2. Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. La New York del proibizionismo doveva essere anche una città divertente, almeno così la presenta Fitzgerald in quest’opera che ha fatto la storia, tra jazz, feste segrete, belle donne che ballavano fino alla mattina dimenandosi a più non posso. Senza dubbio è un libro che racconta la quintessenza della New York ricca. Il gande Gatsby ci mostra il volto del lusso illimitato di quella città. Volete saperne di più su questo romanzo? Su GraphoMania trovate la recensione al libro, un focus sui film che ne sono stati tratti e un abbinamento con un vino rosato.
  3. L’età dell’innocenza di Edith Wharton. Un incredibile ritratto dell’ipocrisia delle classi per bene alla fine del secolo XIX è il romanzo con cui Edith Wharton ha vinto il Premio Pulitzer. Aggiungiamo che è una delle migliori descrizioni di New York dell’epoca, con la sua doppia morale e le leggi non scritte, le riunioni sociali, gli spettacoli teatrali e il lusso eccessivo di una società putrida dall’interno. Edith Wharton ci mostra una città vetusta, un universo chiuso benché dalle strade ampie, con case lussuose e circoli riservatissimi. Ma anche una città in fermento e con la vocazione di diventare il centro del mondo.
  4. Colazione da Tiffany di Truman Capote. Viene subito in mente Audrey Hepburn, ma non dimentichiamo che Colazione da Tiffany è una delle opere maestre della letteratura americana. Pubblicata nel 1958, Colazione da Tiffany racconta la storia di un’aspirante stella del cinema, un po’ amorale e svampita e, probabilmente, uno dei personaggi femminili più interessanti della letteratura americana del XX secolo. Truman Capote ci mostra il lato più glamour di New York, ma anche lo sfondo di una città piena di sogni infranti.
  5. Gossip Girl di Cecily von Ziegesar. Se Edith Wharton ha realizzato un sublime ritratto delle classi alte di New York nel secolo XIX, Gossip Girl ci porta nell’élite dell’Upper East Side dei giorni nostri. Una serie di libri con un obiettivo comune: ritrarre quella classe sociale che è ai vertici della società newyorchese, che adora mettersi in mostra e, allo stesso tempo, fa di tutto per coprire gli scandali e lottare per mantenere la propria supremazia. Gossip Girl ci mostra la Manhattan più inaccessibile fatta di collegi esclusivi, club privati, negozi di lusso in cui solo pochi privilegiati possono comprare, i ristoranti più trendy e i musei da non perdere se si vuole stare al loro stesso livello.
  6. La campana di vetro di Sylvia Plath. Unico romanzo della grande poetessa Sylvia Plath, La campana di vetro è la storia di una studentessa che vive sola nella grande New York in un mondo fittizio fatto di feste, appuntamenti e riviste di moda. Un romanzo che ci mostra una New York inquietante, immensa, sconcertante, calda e sgradevole per quelli che vivono all’esterno.
  7. Il cardellino di Donna Tartt. Un romanzo che ha vinto il Premio Pulitzer qualche anno fa e che è stato definito dalla critica come la prima grande opera maestra del secolo XXI. Il cardellino ci mette dinanzi alla ricchezza dei musei di New York (la visita a uno di questi cambia la vita del protagonista) e la magia di ogni angolo di questa grande e caotica città. Noi l’abbiamo abbinato al tè Jasmine Silver Sickle.
  8. American Psycho di Bret Easton Ellis. Per molti di noi il volto del protagonista di questa grande opera di Bret Easton Ellis sarà sempre quello di Christian Bale, personaggio narcisista e materialista simbolo di una New York vuota di ogni tipo di sentimenti, di morale, di etica… American Psycho ci mette dinanzi al lato meno umano della Grande Mela, una città senz’anima in cui l’avarizia regna sovrana e in cui non c’è posto per l’imperfezione. È la New York degli yuppies, degli ultimi anni Ottanta, del culto del denaro e dell’individualismo.
  9. Trilogia di New York di Paul Auster. Nessuno come Paul Auster ha saputo raccontare lo spirito di questa città. Tre romanzi brevi – Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa pubblicati tra il 1985 e il 1987 – che ci mostrano una città oscura e confusa in cui, però, tutto è possibile, in cui ci si può svegliare senza il becco di un quattrino e ritrovarsi a sera con un bel gruzzolo da parte. Paul Auster ha dedicato gran parte della sua opera nello scoprire l’universo Brooklyn, con le sue peculiarità, i suoi abitanti, le loro sensazioni…

Approfondimenti sul viaggiare a New York in termini letterari

Se amate viaggiare a New York e i libri su GraphoMania trovate alcuni spunti di approfondimento. Prima di tutto un reportage tra libri, librerie e lettori della Grande Mela:

Poi una cronaca, in due tappe, di un viaggio a New York:

Infine, altri due consigli di lettura: libri fantasy che si muovono sullo sfondo di New York:

Foto | Pixabay


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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