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pubblicato domenica, 12 giugno 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

La libreria Antigone di Milano: uno spazio al servizio della comunità LGBT

La libreria Antigone di Milano

La libreria Antigone di Milano

Libreria Antigone. È questo il nome della nuova libreria LGBT «specializzata in studi di genere, femminismi, arte e teoria queer» che apre i battenti a Milano, al civico 20 di via Antonio Kramer. L’apertura è prevista per il 13 giugno, mentre l’inaugurazione ufficiale è in programma per il 23 giugno, due giorni prima del Milano Pride 2016, con saluti di Porpora Marcasciano e Lidia Cirillo.

Abbiamo incontrato Mauro, 25 anni, mente e cuore della Libreria Antigone insieme a Veronica, e abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui in merito a questo nuovo progetto.

Intervistai ai fondatori della Libreria Antigone

Aprire una libreria in un periodo in cui molte altre chiudono è un bel segno di speranza: cosa vi ha spinto a compiere questo passo?
Erano mesi che avevo in testa questo progetto e a gennaio ne ho voluto parlare con Veronica per coinvolgerla; ci abbiamo pensato parecchio prima di gettarci in questa impresa, soprattutto perché gli ultimi due anni sono stati caratterizzate dalla chiusura di alcune librerie a Milano – e non solo a Milano – e questo di certo non ci scoraggiava. Abbiamo fatto un po’ di ricerche, vagliato alcune strade e ipotesi con il commercialista e alla fine abbiamo deciso di provarci per colmare un vuoto milanese con una proposta sui generis rispetto alla classica libreria gay, che racchiude al suo interno testi lgbt, queer e femministi con un approccio interdisciplinare. Un vuoto che prima di tutto abbiamo sempre sentito noi due, e che abbiamo notato nei diversi e variegati ambiti di attivismo da cui proveniamo. È un segno di speranza, ma anche una grossa sfida, non solo in termini economici – anche – ma forse soprattutto in termini sociali.

La vostra è una «libreria lgbt, specializzata in studi di genere, femminismi, arte e teoria queer» e in Italia questo tipo di librerie sono una rarità: come mai a vostro modo di vedere?
Spesso sentiamo dire che l’Italia «arriva tardi» nella pubblicazione e/o traduzione di testi importanti esteri, e questo non sempre è corrisposto al vero. Alcune case editrici legate al circuito indipendente o ancora alcune associazioni e collettivi hanno spesso mantenuta alta la barra nella ricerca e importazioni di testi e riviste. Così come numerose sono le (auto)produzioni di fanzine, saggi, ricerche, racconti e poesie che si producono e diffondono in circuiti meno mainstream, quali circoli di associazioni, spazi sociali autogestiti, librerie delle Donne o centri di ricerca. Come tutte le librerie indipendenti, anche quelle lgbt si trovano ad affrontare la concorrenza con la grande distribuzione editoriale e tutto quello che da questo ne deriva, così come è richiesto a queste librerie la capacità di intercettare e cogliere i gusti e le esigenze dei lettori e dei lettrici ai quali ti rivolgi; la differenza sta che una libreria lgbt deve affrontare la cultura omotransfobica presente; in maniera minore e diversa rispetto al passato, anche all’interno dell’editoria ovviamente, ma non assente.
Questo determina il dove e come si possa aprire una libreria di questo tipo, perché Milano non è un paesino della provincia di (mettete voi una qualsiasi città) e la comunità lgbt non è visibile a Milano così come lo può essere in un altro paese. La possibilità di sviluppo di una libreria lgbt si lega alla vita e storia culturale e sociale della città, alla vita di quartiere, alla presenza di poli di ricerca o universitari e alla presenza di attivismo e/o militanza lgbt.
C’è molta narrativa lgbt, numerosi saggi e ricerche e una buona produzione di fumetti, ma tra gli scaffali della libreria e il lettore interessato c’è la porta del negozio, e riuscire a varcare quella porta non è uguale per tutt*, e non lo è allo stesso modo in tutte le città. Questa fa una grande differenza.

La scrittrice Gabrielle Zevin ha detto: «Una città senza libreria è un luogo senza cuore»: questo può essere vero anche per la comunità LGBT?
Certamente, dal momento in cui il cuore di una città è composto anche da gay, lesbiche, trans*, intersex, bisessuali e soggettività queer.

Oltre alla vendita di libri, riviste e gadget a tema, quali altri servizi potremo trovare nella Libreria Antigone?
Ci hanno già fatto alcune proposte per presentazioni di libri e organizzazioni di cicli di incontri su temi specifici e questo ci fa piacere, perché ovviamente è qualcosa che ci interessa molto. Per noi l’importante è che appunto ci si possa servire di noi per idee, proposte, discussioni, domande o suggerimenti, perché possa vivere la dialettica della costruzione di cultura attiva. Speriamo che potremo essere utili per le scuole e le università oltre che per l’organizzazione di laboratori con bambine e bambini. Noi apriamo, e proveremo a fare delle proposte, il resto lo deciderete voi.








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.