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pubblicato martedì, 14 giugno 2016 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Karl Landsteiner, i gruppi sanguigni e il doodle di Google

Il doodle di Google per Karl Landsteiner

Il doodle di Google per Karl Landsteiner

Il 14 giugno 1868 a Vienna, in Austria, nasceva Karl Landsteiner, uno scienziato che ognuno di noi porta sempre con sé pur non sapendolo (forse). Fu lui, infatti, che scoprì i gruppi sanguigni: prima i gruppi A, B e 0 nel 1901 e poi l’anno successivo il gruppo AB (scoperte queste che gli valsero il premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1930). Non solo: nel 1908 isolò il virus della poliomelite e nel 1940, insieme ad Alexander Wiener, scoprì il fattore sanguigno Rh. Per cui se oggi possiamo dire che il nostro gruppo sanguigno è A, B, 0 o AB con fattore Rh positivo o negativo e se oggi possiamo fare le trasfusioni di sangue, lo dobbiamo a lui

E a Karl Landsteiner è dedicato il doodle di Google in occasione dei 148 anni dalla nascita: un doodle animato con il dottor Landsteiner e i gruppi sanguigni da lui scoperti.

Ricordiamo che il 14 giugno, data della nascita del dottor Landsteiner è anche la Giornata mondiale del donatore di sangue: la si celebra dal 2004 ed è stata proclamata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Chi è stato Karl Landsteiner

Nato a Vienna, come già detto, Karl Landsteiner studiò presso la locale Università laureandosi in medicina nel 1891, ad appena ventitré anni. Svolse attività di ricerca a Vienna e presso altri celebri laboratori europei, come quelli di Emil Fischer (Nobel per la chimica nel 1902), di Eugen von Bamberg a Monaco e di Arthur Hantzsch e Roland Scholl a Zurigo. Fu così che iniziò a studiare l’agglutinazione del sangue: a quei tempi si pensava che si trattasse di una malattia, mentre Karl Landsteiner illustrò che era una reazione normale dovuta alle caratteristiche specifiche del sangue umano. Si aprirono così le porte alla scoperta dei fattori sanguigni, che lui chiamò A, B, C (quest’ultimo poi venne chiamato 0).

Dal 1908 al 1920 diresse il Dipartimento di Patologia all’Ospedale Wilhelmina di Vienna e poi, dal 1922, lavorò a New York, presso il Rockefeller institute for medical research di New York, incaricò che ricoprì fino al 1939, quando si ritirò in pensione. Il che non vuol dire che non continuasse a studiare: come detto nel ’40 scoprì il fattore Rh. Morì a New York il 26 giugno 1943 per un attacco di cuore, proprio al banco di lavoro, banco che troviamo anche nel doodle commemorativo di Google.

Il mondo pianse la sua perdita. Tutto il mondo, tranne la sua Austria e la Germania: il padre di Karl, infatti, Leopold, era un celebre giornalista ebreo che morì quando il nostro aveva solo sei anni. Per questo motivo in Patria gli onori gli furono concessi solo nel 1947, quando la Seconda guerra mondiale era terminata e il nazismo sconfitto.

Karl Landsteiner fu uno studioso molto prolifico e portò avanti una serie ampia di studi sull’emoglobinuria da freddo, sull’infezione luetica, sulla poliomielite, giusto per citarne alcuni.

Il doodle di Google per Karl Landsteiner

Il doodle di Google per Karl Landsteiner è animato, come abbiamo avuto modo di dire. In esso vediamo il dottore, in camice bianco, che apre e chiude gli occhi, mentre tiene in mano una cartellina (con degli appunti, presumibilmente). Accanto a lui, il tavolo da lavoro, su poggiano quattro provette con del sangue e un microscopio. Su ognuna delle provette ci sono poi i gruppi sanguigni: 0, A, B e AB.

Il Google doodle per il 148° anniversario della nascita di Karl Landsteiner è disponibile in quasi tutto il mondo.


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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