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pubblicato venerdì, 17 giugno 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

La biblioteca più antica del mondo è in Marocco

Qarawiyyin, la biblioteca più antica del mondo

Qarawiyyin, la biblioteca più antica del mondo

Qarawiyyin. È questo il nome della biblioteca più antica del mondo che ancora oggi è in funzione, ed è parte dell’università con lo stesso nome che si trova nella città marocchina di Fez. Il centro fu fondato nell’859 grazie al sostegno economico di diverse donne, tra cui spicca la figura di Fatima al-Fihri, figlia di un ricco commerciante tunisino.

Qarawiyyin, la biblioteca più antica del mondo

Lasciando da parte le distinzioni accademiche sul fatto se siamo dinanzi a un’università nel senso europeo del termine o a una istituzione di insegnamento di altro tipo, visto che parliamo di un istituto che in origine era una madrasa (come spiega la Treccani: «Nome dato nei paesi musulmani alla scuola, e con significato più ristretto agli istituti di istruzione media e superiore per le scienze giuridico-religiose islamiche, aventi sede in appositi edifici dove gli studenti vengono anche alloggiati») quel che è certo è che la biblioteca non è toccata da queste speculazioni. Tutto il complesso – l’università, la biblioteca e la moschea – han avuto il sostegno economico di Fatima al-Fihri che investì gran parte della sua eredità nella costruzione di questo luogo che nel Medio Evo divenne uno dei centri accademici più importanti di tutto il Mediterraneo come anche punto di incontro tra la cultura islamica e quella europea.

Sebbene la biblioteca più antica del mondo sia stata in funzione continuamente per secoli, negli ultimi decenni era andata sempre più deteriorandosi, non solo per quel che riguarda l’edificio in sé ma anche la preziosa collezione di testi che contiene. Si pensi che in questa biblioteca si trovano manoscritti risalenti al settimo secolo, veri e propri tesori, che erano conservati in sale in cui l’umidità e la temperatura non erano controllato. La situazione era giunta a un punto difficile, tanto che si era giunti alla chiusura al pubblico e a limitare l’accesso agli accademici.

Nel 2012, grazie a una sovvenzione di una banca del Kuwait e del governo del Marocco, sono iniziate le opere di consolidamento e restauro della biblioteca più antica del mondo ancora in funzione, lavori che sono andati avanti per tre anni e hanno rappresentato una sfida per gli architetti: immaginate solo come possa cambiare un edificio in mille anni, con tutti le ristrutturazioni, ampliamenti, stili e via dicendo!

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un edificio che rispetta il magnifico aspetto architettonico del suo passato, con una serie di patii con fontane che sono una meraviglia e con la modernità che ci si aspetta di trovare in una biblioteca universitaria dei nostri giorni. E così alla biblioteca più antica del mondo restano ancora tanti e tanti anni di vita!

Foto | Di Khonsali (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 o GFDL], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.