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pubblicato domenica, 19 giugno 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Sette storici caffè letterari in giro per il mondo

Caffè letterari famosi

Sette storici caffè letterari in giro per il mondo

Hanno ispirato scene immortali della letteratura o sono stati rifugio in cui alcuni tra gli scrittori più letti al mondo hanno creato le loro opere e dato vita ai loro personaggi. Parliamo dei caffè letterari, ma non solo: anche bar, pub e locali più letterari del mondo.

Dobbiamo precisare che non parliamo di caffè letterari in senso stretto, ma di locali in cui si la letteratura si respira a ogni angolo e, forse proprio per questo, vere e proprie icone di cultura di un’epoca.

Caffè letterari da vedere

  1. El Floridita. L’Avana. Nei vent’anni in cui Hemingway visse a Cuba, fu cliente assiduo di questo locale e uno dei responsabili della fama del celebre cocktail Daiquiri. Sebbene il locale si auto-definisca come la culla del Daiquiri, è stata la frase di Hemingway – «Il mio mojito a La Bodeguita, il mio daiquiri al Floridita» – a rimanere per sempre nella nostra memoria. Una statua dello scrittore, seduto al bancone, è una delle grandi attrazioni del bar, che compare anche in alcune sue opere come, per esempio, Isole nella corrente.
  2. Restaurante Cimas. Estoril. L’antico English Bar di Estoril, oggi diventato Restaurante Cimas, non è solo uno dei migliori ristoranti di tutto il Portogallo, ma anche luogo di ritrovo delle spie inglesi e fonte di ispirazione per Ian Fleming e il suo James Bond. Durante la Seconda guerra mondiale, Estoril divenne un punto di riferimento per varie spie, tra cui il celeberrimo Dusko Popov, detto Triciclo, che avrebbe ispirato Ian Fleming nel creare il suo 007. Lo stesso Fleming descrive questo locale in Casino Royal.
  3. The Eagle and child. Oxford. Luogo dei magici incontri di Tolkien, Lewis e degli altri membri degli Inklings, gruppo di discussione letteraria presso l’Università di Oxford in Inghilterra composto da accademici e scrittori amanti della scrittura fantastica. Dal 1933 fino agli anni Cinquanta, il gruppo si riuniva settimanalmente in una sala privata del pub, The Rabbit Room, per discutere di filosofia e letteratura o leggere e commentare reciprocamente frammenti inediti delle proprie opere, tra cui Il Signore degli anelli di Tolkien. Diversi ricordi di quell’epoca si possono ammirare oggi appesi alle pareti.
  4. La Rotonde. Parigi. Molti degli scrittori e degli artisti esiliati dopo la Guerra Civile finirono per incontrarsi in questo luogo: Unamuno, Juan Gris, Picasso… A quei tavoli, in passato si erano seduti altri grandi scrittori come T. S. Eliot o F. Scott Fitzgerald, anche se chi ha reso immortale La Rotonde nelle pagine di un libro è stato, ancora una volta!, Hemingay: ne parla, infatti, in Fiesta (Il sole sorgerà ancora).
  5. The Elephant House. Edimburgo. Viene considerato il luogo della nascita letteraria di Harry Potter, anche se quando aprì i battenti, nel 1995, J. K. Rowling aveva già terminato il primo libro della saga del maghetto. Tuttavia, è il luogo in cui le avventure del mago più famoso del pianeta si sono sviluppate, visto che l’autrice passava pomeriggi interi a un tavolino in fondo alla caffetteria: da lì poteva avere una vista invidiabile del castello di Edimburgo e del cimitero di Greyfriars, fonti di ispirazioni del mondo magico che ha creato.
  6. Blue Bar, The Algonquin Hotel. New York. Pare che sia stata la scrittrice Dorothy Parker a dare il via alla Tavola rotonda dell’Algonquin negli anni Venti, invitando a prendervi parte un gruppo di critici, scrittori e giornalisti del mondo degli intrattenimenti e degli spettacoli di Broadway. Si ritrovavano quasi tutti i giorni per sorbire i famosi cocktail (che a dire il vero oggi non sono proprio alla portata di tutti) e criticare, con una certa acidità, la società in cui vivevano.
  7. Le Procope. Parigi. A quanto pare questo è il più antico ristorante di Parigi, fondato nel 1686 da Francesco Procopio dei Coltelli (di origine siciliane, celebre cuoco considerato il padre del gelato). I più importanti filosofi e scrittori illuministi si sono dati appuntamento in quel luogo: parliamo di Rousseau, Voltaire e Diderot e, probabilmente, è stato uno dei locali in cui si è organizzata la Rivoluzione francese ed è stata scritta l’Enciclopedia. È anche il posto in cui Voltaire aveva il suo ufficio, chissà forse per prendersi in tutta tranquillità le sue quaranta tazzine di caffè quotidiane. Nel secolo XIX Le Procope ha continuato ad accogliere importanti scrittori come Balzac, Hugo, Verlaine e George Sand.

Via + foto | Trendencias








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.