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pubblicato lunedì, 20 giugno 2016 da Roberto Russo in I nostri libri
 
 

Intervista a Domenica Bruni per il numero 5 della rivista Animot

Domenica Bruni

La dottoressa Domenica Bruni, co-curatrice del numero 5 di Animot

Arriva in libreria il numero 5 della rivista Animot pubblicato da noi della Graphe.it edizioni. Tema di questo numero è Amor c’ha nullo amato… amar bestiale ed è stato curato da Domenica Bruni e Marco Ferraguti.

Abbiamo intervistato Domenica Bruni per conoscere meglio le peculiarità di questo numero della rivista Animot.

Tre domande a Domenica Bruni

Amor, c’ha nullo amato… amar bestiale: cioè?
La prima parte del titolo fa riferimento a un famoso verso che tutti conosciamo e che tutti sappiamo completare: Amor, c’ha nullo amato amar perdona. È il verso 103 del V canto dell’Inferno dantesco. A parte la fortunata coincidenza con il numero cinque, abbiamo scelto questo titolo perché è un verso che parla d’amore, uno dei più celebri dell’intero poema e anche uno dei versi più significativi della letteratura italiana.
Abbiamo deciso di fare nostra solo la prima parte di questo verso così intenso e significativo sostituendo “amar perdona” con “amar bestiale” per dare vita a una sorta di crasi non di natura linguistica evidentemente ma di natura semantica, una fusione tra l’amore umano e l’amore animale che è quello che gli autori descrivono attraverso i loro contributi nelle pagine di Animot. L’amore è variamente distribuito all’interno di tutto il mondo naturale ed è volto a tenere gli esseri umani e gli altri animali all’interno dello stesso orizzonte.
Il verso dantesco a cui facciamo riferimento è legato alla tanto nota quanto tragica storia d’amore tra Paolo e Francesca. La terzina completa racchiude la forza dell’amore passionale che travolge i sensi e che non consente a una persona che sia davvero amata di non ricambiare il sentimento; un sentimento di tale intensità che resiste anche dopo la morte. L’amore del resto è proprio questo: una forza della natura che travolge e direzione la propria esistenza.
L’amore per Dante è permeato da contraddizioni naturali ed esiti tragici… ed è questo il modo in cui all’interno del numero di Animot viene declinato l’amore umano con l’aiuto dei “discorsi amorosi” affidati alle penne di un filosofo del linguaggio e di uno scrittore di storie d’amore e di ossessioni.
Scegliendo questo titolo volevamo fare due cose: enfatizzare la forza travolgente dell’amore, del desiderio, dell’attrazione e della sensualità, e dare la giusta importanza al corpo che è tanto grande quanto ciò che alcuni sono inclini a definire “anima”.

Animot 5, a cura di Domenica Bruno e Marco Ferraguti

La copertina del numero 5 della rivista Animot

Come è strutturato il numero 5 di Animot?
Il quinto numero di Animot è suddiviso in tre sezioni a ciascuna sezione abbiamo dato un nome: “prospettive” il nome scelto per la prima sezione, “amar bestiale” per la seconda e infine “storie” per la terza sezione. L’intento è quello di spalancare tre finestre che si affacciano su tre panorami diversi tra di loro perché “Amor, ch’a nullo amato… amar bestiale” parla d’amore e lo fa in molti modi, lo fa da un punto di vista biologico, etologico, lo fa attraverso la zoologia e la filosofia e la letteratura. La natura racchiude una miriade di segni amorosi, una serie di molteplici inneschi che muovono i pezzi dell’ingranaggio che sta alla base della vita sociale, una sorta di magnetismo fisico e psichico, un impulso erotico che ci spaventa e ci attrae inesorabilmente e nello stesso istante.
L’amore in natura è una danza che ci spinge vero l’altro liberandoci dalla prigione della soggettività e in questo movimento c’è chi ulula, chi cambia colore delle piume, chi scrive versi e chi decora nidi, c’è chi annusa, chi tocca, chi osserva e chi vaga senza meta, c’è chi insegue, chi gioca, chi distrugge la propria vita e chi canta e chi risale le fredde correnti. L’amore in Animot rappresenta, esattamente come la razionalità, una caratteristica della natura umana e, come tale, può essere studiato anche scientificamente.

Anche alla luce di questo numero di Animot, vuoi provare a darci una definizione di amore?
Ci proverei volentieri se solo ne avessi una! Sfogliando le pagine di Animot si respira una sorta di aria di famiglia che unisce tutte le definizioni che ciascun autore ha tentato di dare e che ci consente di comprenderci, quando ci accostiamo dell’argomento, senza aver bisogno di stipulare fin dall’inizio accordi o rigide definizioni.
Senza dubbio l’amore è un fenomeno complesso, è uno dei “misteri” che da sempre inquieta gli esseri umani e che da sempre rende interessanti e piacevoli le nostre vite.
Il mistero è dato dalla possibilità che l’amore accada e questo accadere, quando si parla di amore umano, è affidato almeno in parte alla libertà umana. Esiste nell’amore una dimensione irrazionale con questa espressione mi riferisco al fatto che alcune cose che fanno parte dell’amore sono consegnate ad una sfera inconsapevole e priva di ragioni questo vuol dire che l’amore è vincolato da un punto di vista biologico e genetico, ma al tempo stesso è dominato da fattori soggettivi che sono ineliminabili.
Credo che il “mistero” dell’amore ha a che vedere con il mistero della libertà umana; una libertà limitata e vincolata naturalmente, anche se sembra una contraddizione in termini. I limiti e i vincoli a cui faccio riferimento sono esplorati con sempre maggiore precisione dalla genetica, dall’evoluzionismo, dalla biologia e dalle neuroscienze. Ma lascio a voi il piacere di leggere Animot e di orientarvi, ciascuno a suo modo, all’interno di ciò che chiamiamo “amore”.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.