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pubblicato lunedì, 5 settembre 2016 da Luigi Milani in Punti di vista
 
 

Zombie digitali di terra e… di mare

Zombie digitali di terra e… di mare

Zombie digitali di terra e… di mare

Ho trascorso qualche giorno al mare, in una località della costa romagnola. Una vacanza peraltro un po’ turbolenta, tra immancabili vicissitudini familiari e scosse telluriche avvertite fin troppo bene (ma a quest’ultimo proposito non intendo certo lamentarmi, vista l’immane tragedia che ha colpito la zona di Amatrice).

È stata invece l’occasione per verificare il grado di crescita della popolazione degli zombie digitali, un argomento già trattato su queste pagine.

M’illudevo che il triste fenomeno fosse caratteristico soprattutto delle realtà urbane, habitat ormai tipico – ma non più esclusivo, ahinoi – di passanti e automobilisti intenti a scorrere dita e sguardi sugli schermi dei loro smartphone.

Ebbene, anche in spiaggia e persino in mare, uomini, donne e bambini si ostinano, l’aria tra il mesto e lo stressato, a “pistolare” – come dice una mia arguta amica milanese – con i loro giocattoli digitali, tra l’altro di dimensioni sempre più ingombranti. Come avrete notato, forse perché ne siete anche orgogliosi possessori, stanno prendendo sempre più piede apparecchi con schermi di almeno 5 pollici.

Il che è per certi versi paradossale: dai primi telefoni cellulari degli anni ’90, oggettivamente pesanti e voluminosi si passò presto ad apparecchi più maneggevoli e via via sempre più piccoli. Al contrario, ora che gli schermi devono ospitare un’orgia di notifiche, segnalazioni, schermate, e fungere da navigatori gps, sportelli bancari ambulanti, lettori eReader, fotocamere, ecc., le dimensioni devono per forza di cose aumentare.

Ed è proprio la indubbia capacità camaleontica degli smartphone a rendere questi dispositivi ormai pressoché indispensabili per la stragrande maggioranza degli utenti.

Non voglio certo negare l’utilità di questi moderni coltellini svizzeri digitali, né tantomeno indossare le vesti polverose del neo luddista. La tecnologia mi piace, utilizzo Internet sin dia primi anni ’90 e ho collaborato per molti anni a riviste “di settore”. Ciò che però mi preme evidenziare è l’uso dilagante e sconsiderato – vero e proprio abuso ormai – di smartphone, tablet e social media, a tutto discapito della qualità della vita.

Vedere bambini sul bagnasciuga che, invece di giocare a costruire i classici castelli di sabbia, sono presissimi a giocare con il proprio tablet – papà e mamma stanno intanto ingolfando di istantanee pacchiane i loro profili Facebook – sconcerta e avvilisce, credetemi.

Dall’ombrellone accanto al mio sentivo spesso signore di mezz’età confessare, non senza ammiccamenti, di aver fatto le ore piccole a… chattare e curiosare su Facebook.

Non credo di esagerare nell’affermare che queste persone sono del tutto indifferenti all’ambiente e al contesto nel quale si trovano, autorecluse come sono in una dimensione virtuale sempre più alienante e disumanizzante.

Per chi volesse approfondire questo e anche altri argomenti non meno importanti, Sherry Turkle ha affrontato con grande abilità questo genere di situazioni in Insieme ma soli, testo di cui ci siamo occupati di recente.

Di contro, ho individuato anche delle eroiche sacche di resistenza popolate da alcune bagnanti, vere e proprie divoratrici di libri, equamente divise tra romanzi gialli e rosa.

Concludo questo breve editoriale spero non troppo angosciante con l’augurio, rivolto a tutti noi, di non soccombere del tutto al processo di omologazione digitale messo in atto dai soliti colossi che rispondono al nome di Facebook, Google, Apple, Samsung.

L’imperativo è: resistiamo, spegniamo lo smartphone: leggiamoci un bel libro, facciamo una passeggiata, nuotiamo, facciamo l’amore… In una parola, cari amici, viviamo!

Foto | d_vdm via VisualHunt.com / CC BY-SA


Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








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