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pubblicato martedì, 20 settembre 2016 da Anais Vin in Recensioni
 
 

Cosa vedere in Aquitania: da Bordeaux ad Arcachon

Il capoluogo dell’Aquitania, oggi Aquitania-Limosino-Poitou-Charentes, è la città di Bordeaux, patrimonio Unesco dal 2007. Il cambiamento strutturale verso un aspetto meno grigio, l’ha resa una cittadina affascinante e dinamica, e decisamente più luminosa.

Alla scoperta di Bordeaux

Chi visita Bordeaux non può assolutamente perdere la Cattedrale di Sant’Andrea e la torre Pey-Berland, il giardino pubblico al cui interno si trova un piccolo orto botanico, la basilica di Saint Seurin, il quartiere di Saint Pierre e i suoi vicoli, il Gran Teatro, l’architettura neoclassica del triangolo d’oro, la piazza della Borsa e il suo specchio d’acqua, piazza de la Victoire, dove ha sede l’Università di Bordeaux e piazza Gambetta.

Per gli amanti dei mercati, quello dei Cappuccini è anche quello storico. Vi si può trovare la produzione biologica locale, con prodotti a «km 0», concetto nato e diffusosi proprio qui a Bordeaux. Ostriche e un bicchiere di vino a meno di 10 euro; aperto tutte le mattine eccetto il lunedì.

Poco lontano dal mercato dei Cappuccini si trova piazza Saint-Michel, dove trova ospitalità un mercato dedicato all’abbigliamento e al commercio delle stoffe.

In un’area in via di riqualificazione, meno centrale, trova spazio la futuristica costruzione di vetro della Cité du Vin. Edificio adibito al solo nettare di Bacco con sale degustazioni, sala proiezione, enoteca, ristorante, bar e negozio per aiutare la scoperta del vino e dei suoi tanti aspetti: della vinificazione, al significato di terroir, alla degustazione, insomma tutto quello che si dovrebbe sapere per un apprezzamento consapevole del vino. Nello spazio enoteca sono presenti etichette rappresentative di ogni paese vitivinicolo, Italia compresa, anche se con vini non conosciute sul territorio nazionale.

Bordeaux è la città nella quale la maggior parte dei francesi vorrebbe trasferirsi. Capirne i motivi non è difficile: trasporto pubblico efficiente, giusta misura per una città, non enorme e neanche troppo piccola, clima vario e mai eccessivamente freddo o torrido, centro storico valutato dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità, buon cibo e soprattutto buon vino.

Gli Chateaux bordolesi

Il solo fascino esercitato dalla città bordolese non era però sufficiente a smuovermi per un viaggio transalpino; si dà il caso che questa città dia il nome al celebre vino e al colore che lo contraddistingue nel mondo: Bordeaux appunto.

Da qui ci si può agevolmente muovere alla scoperta degli Chateaux bordolesi. Benché la regione vinicola si suddivida in classificazioni e stratificazioni minuziose, mi attengo a quella per grandi linee scelta dalla guida Marabout: Médoc; Graves; Sauternes e Barsac; Entre-deux-mers; Saint-Émilion, Pomerol e Côtes.

Senza dimenticare che a un’ora e mezza di macchina a nord c’è il paese di Cognac con il suo celebre distillato e un po’ più lontano a sud si trova la zona di produzione dell’Armagnac.

Il bacino d’Arcachon e le dune du Pilat

Proseguendo verso ovest si incontra invece il bacino d’Arcachon, con le più alte dune di sabbia d’Europa: le dune du Pilat. Il bacino d’Arcachon è il più gettonato dai bordolesi in cerca di mare e sole, nonché meta prescelta nell’Ottocento per curare gli affetti da tubercolosi. Oggi paradiso vacanziero per molti anziani che possono permetterselo.

I paesini limitrofi sono pittoresche comunità di pescatori e allevatori di ostriche: qui infatti se ne trovano sempre di fresche e a prezzi imbattibili.

Questa parte della Francia ha davvero moltissimo da offrire: storia, cultura, enologia, natura, sole, tranquillità e vivacità senza sconfinare nel caos delle grandi metropoli, tutto a portata di mano. Ci si rende facilmente conto che una settimana non è affatto sufficiente alla scoperta di questa regione francese, ma si può approfittare appieno della città e magari di una gita fuori porta.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.