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pubblicato venerdì, 7 ottobre 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Sei ipotesi sulla morte di Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe (1809-1849)

Edgar Allan Poe (1809-1849)

Edgar Allan Poe è stato un maestro nei racconti di mistero e terrore. I suoi testi mostrano come egli abbia dominato sia il noir che la letteratura in genere. Poe è un personaggio affascinante anche dal punto di vista biografico, visto che la sua vita è stata quasi una serie ininterrotta di problemi e sofferenze. Non ultimo, rimane l’enigma della sua morte. Edgar Allan Poe, infatti, morì a Baltimora il 7 ottobre 1849 – aveva appena quaranta anni! – in circostante misteriose. Allora come oggi. Dopo quasi centosettanta anni dalla sua morte non si sa ancora come lo scrittore sia morto e sono state avanzate diverse ipotesi. Se ne contano ben diciannove di credibili, senza voler tener presenti quelle più particolari.

Come è morto Edgar Allan Poe?

Più o meno tutte le ipotesi relative alla morte di Edgar Allan Poe hanno a che fare con l’alcol, anche se tra di loro differiscono per alcuni dettagli specifici. Vediamone sei, tra le più accreditate.

Percosse

Uno dei primi biografi di Poe – E. Oakes Smith – nel 1867 scrisse che lo scrittore sarebbe morto a seguito delle percosse ricevute da un furfante assoldato da una donna che affermava essere stata molestata da Edgar Allan Poe.

«Cooping»

È una delle teorie più accettate. Il cooping (dall’inglese to coop: «mettere nella stia», «rinchiudere») era una pratica elettorale fraudolenta spesso usata ai tempi di Poe. Tale pratica consisteva nel sequestrare una persona e, con alcol o droghe, costringerla a votare un determinato candidato. Spesso accadeva che la persona sequestrata venisse fatta cambiare d’abito e acconciatura in modo da poter andare a votare più volte. E ogni volta era piegata con droga o alcool. Di fatto, Edgar Allan Poe è morto il 7 ottobre 1849 e pochi giorni prima, il 4, ci furono delle elezioni a Baltimora.

Eccesso di alcol

Quella tra Poe e l’alcol fu una relazione complicata. Alcuni biografi sono certi che, per una rara condizione genetica, gli era sufficiente un bicchiere di vino per farlo ubriacare immediatamente, il che poi lo condusse a non sapersi più regolare. In alcuni momenti, la sua dipendenza si sommò agli altri problemi che aveva e si dice che Poe abbia deciso di bere fino a morire.

Avvelenamento da monossido di carbonio

Nel 1999 Albert Donnay sostenne che fu una lampada a carbone a uccidere Poe. In particolare fu il monossido di carbonio emesso durante la combustione. Donnay fece esaminare alcuni capelli di Poe per trovarvi metalli pesanti, ma, visto che gli esami non ne trovarono, la sua ipotesi non è stata accettata.

Avvelenamento da metalli pesanti

Nell’epoca di Poe il colera veniva trattato con cloruro di mercurio e lo scrittore ne fece uso, dietro prescrizione medica, durante l’epidemia del luglio del 1849. Il mercurio è altamente nocivo per il corpo umano e secondo alcuni, oltre alla morte, questo potrebbe spiegare le allucinazioni e i deliri che ebbe Edgar Allan Poe nei giorni precedenti la morte.

Rabbia

Poe potrebbe essere morto per rabbia. A sostenerlo nel 1996 è stato il dottor Michael Benitez durante un convegno che si concentrava sulla diagnosi di rabbia a partire da registri scritti. Benitez si è imbattuto in un vecchio scritto in cui un uomo indicato solo con le iniziali «E.P.» era morto per via dei sintomi specifici della rabbia. Che si tratti di Edgar Allan Poe è probabile, visto che nel testo del defunto si dice che era uno «scrittore di Richmond», dove il nostro visse.

Omicidio

Non sarebbe poi così strano se Poe fosse stato ucciso. A proporre questa tesi, nel 2000, è stato John Evangelist Walsh, biografo di Edgar Allan Poe. Secondo lui lo scrittore potrebbe essere stato uccisa uno dei due fratelli di Elmira Shelton, la sua fidanzata benestante. Per sostenere la sua tesi, Walsh si basa su lettere, giornali dell’epoca e alcuni diari. Da questi testi si evincerebbe che Poe arrivò a Filadelfia per sposarsi con Elmira, ma cadde in un’imboscata testa dai tre fratelli di lei che si opponevano alle nozze. Questa sarebbe stato un primo avvertimento. Tuttavia Poe non si perse d’animo, si camuffò e si recò alla residenza della sua futura moglie. I tre uomini, però, scoprirono l’inganno, lo aggredirono e lo obbligarono a bere whisky, per farlo morire tra i fumi dell’alcol.

Altre ipotesi sulla morte di Edgar Allan Poe

Sebbene queste ipotesi siano interessanti, non sono le uniche. Altri sostengono che lo scrittore potrebbe essere morto per febbre, tumore cerebrale, epilessia, dipsomania, per un attacco cardiaco, diabete, ipoglicemia, porfiria, delirium tremens e via dicendo.

Altre ipotesi? Nel frattempo, se volete, leggetevi un po’ di sue frasi celebri.

Via | Pijamasurf
Foto | Di sconosciuto; most likely George C. Gilchrest, Samuel P. Howes, James M. Pearson, or Andrew J. Simpson, all of Lowell, MA [Public domain], attraverso Wikimedia Commons








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.