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pubblicato giovedì, 13 ottobre 2016 da Claudio Gurgone in Premi letterari
 
 

Chi è Bob Dylan, che ha vinto il Nobel per la letteratura 2016

Bob Dylan, Nobel per la letteratura 2016

Bob Dylan, Nobel per la letteratura 2016

Avete proprio capito bene: Bob Dylan ha vinto il Premio Nobel per la letteratura 2016. Qualcuno potrà obiettare che non è un “vero” scrittore o un letterato nel senso tradizionale del termine. Si potrebbe rispondere a queste obiezioni che, per scrivere le proprie canzoni, dall’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso sino a oggi, avrà pur dovuto prendere la penna in mano qualche volta.

Sono in molti a sostenere che i suoi testi siano delle vere e proprie poesie, ma non è l’unico cantautore per il quale viene fatta questa affermazione; si dice lo stesso, ad esempio, di Tom Waits e anche se i promotori di questa ipotesi possono essere, per la maggior parte, suoi fan, non possiamo dimenticare che, agli albori della civiltà, i poemi venivano cantati e non letti e che le rime, la metrica le allitterazioni e in genere tutte le altre caratteristiche tecniche della poesia servivano proprio a facilitare la memorizzazione dei testi. Uno dei tipi di componimento poetico più noto nella letteratura occidentale, inoltre, si chiama sonetto e questo nome rivela un innegabile collegamento con la musica.

Almeno da questo punto di vista, quindi, possiamo affermare che il buon vecchio Robert Allen Zimmerman (è questo il vero nome di Bob Dylan) non si colloca poi così al di fuori di alcuna tradizione letteraria. Del resto, nell’assegnargli il Nobel per la letteratura, l’Accademia di Svezia ha dato la seguente motivazione: «Per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana».

Non si può comunque negare che le opere del menestrello del folk abbiano deliziato, influenzato, fatto sognare e ispirato più di una generazione e alcune sue canzoni sono diventate dei veri e propri inni. Quanto ho appena detto può sembrare (e forse lo è) il solito luogo comune preconfezionato, però non saranno molte le persone, di età compresa tra i dodici e gli ottanta anni che non hanno mai ascoltato Blowing in the Wind o Hurricane e non sono molti gli scrittori, anche tra quelli che vendono milioni di copie, che possono vantare un simile primato.

Se dovessi fare anche solo un breve riassunto della vita di Dylan e delle sue opere, non mi basterebbe un volume, mi limiterò quindi a citare alcuni episodi. Tutti sappiamo che è stato una figura di rilievo nell’ambito dei movimenti di protesta degli anni Sessanta, dopo essere stato “presentato” al grande pubblico dall’allora più famosa Joan Baetz. Nel corso della sua carriera ha ricevuto un numero enorme di premi e riconoscimenti, inclusa la Medal of Freedom consegnatagli da Obama in persona proprio quest’anno. È stato legato al poeta della beat generation Allen Ginzberg da una lunghissima amicizia durata sino alla scomparsa di quest’ultimo e ha anche pubblicato un paio di libri con i suoi disegni e dipinti, che sono anche stati esposti in diversi musei in giro per il mondo.

Per finire, il nostro cantautore-poeta viene definito da Wikipedia, sulla scorta del Pulitzer, come “una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura” ed è stato incluso dal Time tra le cento persone più importanti del secolo in quanto “eccellente poeta, caustico critico della società e intrepido spirito-guida della controcultura”.

Se esistesse un Nobel per la canzone impegnata, Dylan lo vincerebbe di sicuro. Di certo ha vinto quello per la letteratura 2016.

Foto | Di Jean-Luc (originally posted to Flickr as Bob Dylan) [CC BY-SA 2.0], attraverso Wikimedia Commons




Claudio Gurgone

 

Vive a Torino, dove si è laureato in lingue e letterature straniere moderne. Alterna l’attività di traduttore con quella di insegnante. Disegna vignette per hobby ed è felice quando ha la possibilità di stare in mezzo ai libri e di occuparsi, in qualsiasi modo, di letteratura.