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pubblicato venerdì, 14 ottobre 2016 da Davide Meldolesi in Premi letterari
 
 

Il bardo e il menestrello: Bob Dylan e Francesco Benozzo vincitori contemporanei del Nobel

Il bardo e il menestrello: Bob Dylan e Francesco Benozzo

Il bardo e il menestrello: Bob Dylan e Francesco Benozzo

Per una strana coincidenza, Francesco Benozzo era pochi giorni fa protagonista al Festival del Medioevo di Gubbio, dove suonava e parlava a una conferenza su Bardi e Menestrelli.

Coincidenza in primo luogo perché, come si sta sentendo dire dopo l’assegnazione del Nobel a Bob Dylan, a vincere è stato proprio un “menestrello contemporaneo”. Si può pensare che la vittoria di Dylan abbia fatto piacere allo stesso Benozzo, il quale nei propri studi ha sempre sostenuto che i primi poeti dell’Occidente medievale, i trovatori della Provenza, erano nient’altro che dei cantautori, eredi dell’antichissima tradizione sciamanica orale risalente alla preistoria. Mentre cioè si disquisisce in queste ore se l’opera di Bob Dylan sia o no “letteratura”, la risposta che probabilmente Benozzo darebbe potrebbe essere non già che la letteratura si è “trasformata” in canzone, ma che “è addirittura nata” in forma di canzone. Coincidenza, in seconda istanza, perché se Dylan è il menestrello contemporaneo, Benozzo – poeta, filologo e cantautore con l’arpa – è certamente un “bardo contemporaneo”: la sua poesia è soprattutto arte performativa, è parola che torna musica: come ha scritto il poeta newyorkese Barry Wallenstain “Ascoltare Francesco Benozzo eseguire Onirico geologico accompagnato dalla sua arpa mi ha illuminato improvvisamente su come è nata la poesia ancora prima che esistessero i poeti”.

Ebbene, se il menestrello Dylan ha vinto il premio ufficiale, il bardo Benozzo ha vinto quello della giuria popolare sancito dal sito ufficiale dell’Accademia di Stoccolma. Potremmo anche pensare, invece che a una coincidenza, a un cambiamento del gusto verso le forme della poesia, a una raggiunta insofferenza verso la poesia formale e troppo “intellettualistica” di oggi.

Le motivazioni date, da ogni parte del pianeta, dai sostenitori di Benozzo sul sito ufficiale del Premio Nobel, che lo hanno incoronato vincitore del premio “non ufficiale” parlano proprio di questo aspetto (oltre che della sua “poetica della rivolta”, della sua “irriverenza” e della sua ispirazione nelle vite dei paesaggi): ne elenchiamo qui di seguito alcune delle più significative, pensando che si tratta anche, da parte nostra, di un omaggio e di un riconoscimento alla sua opera. La sua ironia schiva e poco portata a prender sul serio la propria candidatura, fin da quando ne fu data notizia lo scorso anno, è probabilmente anche un aspetto, vincente e sincero, del personaggio che egli incarna e sa di incarnare. Ma leggendo alcune di queste motivazioni viene spontaneo pensare che, in futuro, il nostro poeta dovrà incominciare a considerare più seriamente l’impatto della sua poesia sul pubblico e l’importanza che ne deriva (il Pen Club spagnolo giustifica non a caso la sua candidatura come un’«urgenza culturale»).

Bardi e menestrelli, almeno per una volta, hanno entrambi quest’anno conquistato l’Accademia di Stoccolma e il pubblico di chi ne segue le vicende.

Ecco alcune delle motivazioni date al voto che ha fatto vincere a Benozzo il Nobel della giuria popolare sul sito ufficiale del Nobel:

  • “Francesco Benozzo for his poetry of rebellion and for his way of interpreting the wisdom of nature” (Tristram Lee / Portland);
  • “In his poems Francesco Benozzo explores contextual relationships between the people and their feelings. A great poet who deserves the Nobel” (Claire Wood, Emerson College / Boston);
  • “In his epic poems Francesco Benozzo deliberately blurres the boundaries between mind and nature. His poetry deserves the Nobel prize” (Molly Stallings / Dublin);
  • “Francesco Benozzo: his “Oneiric Geology” is one of the poetic masterpieces of XXI century” (Patrick Mullin / NY);
  • “Francesco Benozzo: his poetry is psychologically real, through a projection of the self onto nature. No other poets reach his intensity” Jennifer Higgins / Toronto);
  • “Francesco Benozzo portrays the natural world raised to an ideal level, anti-natural, inorganic, pre-human. He created a new language” (Potomac Review / Maryland);
  • “Francesco Benozzo uses unusual, achingly poetic words for nature and creates a lexicon we all can learn in order to open our eyes” (/Stephan Richard / Baltimora);
  • “Nobel should go back to a free poet after too many politically involved prosewriters: in this respect Francesco Benozzo is the best candidate” (Føroyar LBJ / Dk);
  • “Francesco Benozzo, the poet of stones, cliffs and forests” (The Scottish Centre for Contemporary Literature);
  • “Francesco Benozzo deserves the Nobel in Literature as an acknowledgment to oral poetry and to traditional communities” (The Poets’ Circle, Warwick);
  • “Francesco Benozzo, bard, poet, musician” (Barry Trevord Johnson);
  • “Francesco Benozzo, a poet of irreverence and of rebellion against authority, deserves the Nobel in literature” (Nick Tempton / Québec);
  • “Francesco Benozzo: the quality and deepness of his poetical-geological work is not comparable to the works of other contemporary poets” (Sandra Stufford / Cardiff);
  • “For his coherent and productive irreverence in the many fields he belongs to (academy, poetry, music), Francesco Benozzo deserves the Nobel” (Marcos Lederman / NY);
  • “Francesco Benozzo for the deep roots of his poetry on aboriginal and archaic storytelling” (F. Alorat Warden – Cassamarca Foundation / Sidney);
  • “Francesco Benozzo as a performing epic poet” (A. M. Toureau/ Brest);
  • “Francesco Benozzo for his deep knowledge of traditional cultures and his capability of giving them new life with the instruments of poetry” (Sociedad de Poetas y Narradores – Buenos Aires);
  • “Francesco Benozzo for his philological poetry and his poetic philology” (Uwe Ruberg – Helsingin Yliopistonkirjasto, Finland);
  • “The harpist and poet Francesco Benozzo for Literature” (The Poetry Association – Edinburgh);
  • “The bard with the harp, Francesco Benozzo, for Literature” (Christian Le Bihan);
  • “Francesco Benozzo, the bard of XXI century” (Lucia Lazzerini);
  • “Francesco Benozzo for his epics of revolt” (Michel Boirdieu);
  • “Francesco Benozzo, a poet, philologist, and musician devoted to beauty and freedom” (Hervé Le Houaon).

Foto | Stoned59 (originally posted to Flickr as Bob Dylan) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons – Marinoni12 (Opera propria) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons




Davide Meldolesi