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pubblicato lunedì, 17 ottobre 2016 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Cinque romanzi scritti da cantanti

Alcuni romanzi scritti da cantanti

Alcuni romanzi scritti da cantanti

L’Accademia di Svezia ha destato molto clamore nell’assegnare il Premio Nobel per la letteratura 2016 a Bob Dylan. Da diverse parti si sono sollevate proteste che, sinceramente, hanno più il sapore dell’invidia che altro, almeno stando al mio parere. Anche Omero era un cantautore e nessuno si sogna di dire che la sua non sia letteratura…

È interessante, comunque, che il Nobel non è stato dato a Bob Dylan per i suoi libri Tarantula o Chronicles. Volume I, ma «per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana». Una motivazione che fa riflettere.

Bob Dylan non è certo il primo cantante che si muove nel mondo della letteratura: del fenomeno dei libri scritti da cantanti ci siamo già occupati in passato. Oggi vediamo alcuni romanzi scritti da cantanti.

Romanzi scritti da cantanti

Leonard Cohen

Leonard Cohen finora ha pubblicato due romanzi, entrambi disponibili oggi per il mercato italiano nel catalogo di Minimum Fax.

  • Il gioco preferito. Pubblicato originariamente nel 1963, è la storia della giovinezza di Lawrence Breavman, figlio unico di una ricca famiglia ebrea di Montreal e alter ego dell’autore. Il romanzo racconta la reazione di Lawrence alla morte del padre, il suo controverso rapporto con la religione e la cultura ebraica, le scorribande notturne con l’amico Krantz, le ambizioni letterarie, le avventure sessuali e infine la scoperta dell’amore.
  • Beautiful Losers. Scritto sull’isola greca di Hydra nell’estate del 1965, il romanzo ruota attorno a tre personaggi – il narratore, sua moglie defunta e un suo amico – coinvolti in un triangolo amoroso e ossessionati dalla figura di una santa pellerossa vissuta nel Canada del Seicento.

Nick Cave

Nicholas Edward Cave, noto semplicemente come Nick Cave, è musicista (Nick Cave and the Bad Seeds), scrittore e autore australiano. Ha pubblicato due romanzi, a distanza di vent’anni l’uno dall’altro: il primo è del 1989 e il secondo del 2009.

  • E l’asina vide l’angelo volare. Euchrid Eucrow è un giovane americano che vive in uno stato del Sud, tra predicatori e profeti. La sua vita cambia quando il popolo dei timorati di Dio dichiara che una trovatella è stata prescelta dal Signore. Euchrid non crede che le cose stiano così e viene sempre più emarginato fino a essere ritenuto pazzo. Ma le sue idee finiranno per avere impensabili conseguenze.
  • La morte di Bunny Munro. Bunny Munro vende prodotti di bellezze alle solitarie casalinghe della costa del Sud dell’Inghilterra. Alla deriva dopo il suicidio della moglie e in lotta nel tentativo di mantenere una presa sulla realtà, Bunny fa l’unica cosa che gli viene in mente: si mette sulla strada che è sempre stata la sua, con il figlio Bunny Junior di nove anni a rimorchio. La peregrinazione diventa sempre più bizzarra e frenetica, e il viaggio lo porta inesorabilmente a una resa dei conti. Sulla via, riemergono gli spettri del passato – padri decrepiti, fantasmi vendicativi, mariti gelosi ed eccitati killer psicopatici – e vengono a riscuotere i loro crediti…

Luciano Ligabue

Ci sono molti cantautori italiani che scrivono narrativa: pensiamo, per esempio, a Roberto Vecchioni o Francesco Guccini.

Anche Luciano Ligabue si è affacciato nel mondo della letteratura con racconti (Fuori e dentro il Borgo, Il rumore dei baci a vuoto, Scusate il disordine), poesie (Lettere d’amore nel frigo) e un romanzo: La neve se ne frega, ambientato in un altrove temporale ma nemmeno troppo lontano. La società ha realizzato il migliore dei mondi possibili. Il Piano Vidor garantisce a ciascun individuo bisogni e felicità, così come il diritto ad avere diritti. In questa società rigorosa e ovattata vivono Difo e Natura, una coppia felice secondo programma. Lavorano, fanno l’amore, frequentano amici, si divertono con le forme di intrattenimento conosciute. Come tante altre coppie. Ma Difo e Natura sono destinati ad aprire una fatale contraddizione in quel paradiso del Piano Vidor che sembra perfetto.

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.