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pubblicato mercoledì, 16 novembre 2016 da Susanna Trossero in Zibaldone
 
 

La fortuna di incontrare un gatto nero

Un gatto nero

Il gatto nero porta fortuna, checché ne dica la superstizione!

La giornata del gatto nero, che si celebra il 17 novembre, è una ricorrenza nata per sfatare quelle credenze che vedono lo splendido animale come portatore di grandi sfortune.

In realtà, si tratta di convinzioni che giungono fino a noi dal passato: sarebbe dunque ora di considerarle sciocche superstizioni e – come tali – prive di alcun fondamento.

Superstizioni sul gatto nero

La caccia alle streghe

Sappiamo tutti, per esempio, che durante il Medioevo si scatenò una feroce caccia alle streghe; queste donne, per i più dotate di poteri occulti e legate a Satana, non potevano trovare compagno più adatto del gatto nero! Nero come il lutto o come il male, il felino si muoveva agilmente nel cuore della notte, dunque era di certo un emissario del diavolo…

Fu così che l’Inquisizione prese a mandare al rogo non soltanto le «streghe» ma anche i gatti neri: durante la festa di san Giovanni (24 giugno), nelle piazze di molti paesi si gettavano le povere bestiole vive su di una graticola lambita dal fuoco e dunque arroventata. Accanto vi si collocava un palo e ovviamente i gatti ci si arrampicavano fino in cima, terrorizzati, in cerca di scampo. Un’illusione, poiché le fiamme arrivavano fino a loro, mentre la gente esultava nella convinzione di scacciar via il maligno. Terribile, non è vero?

Se un gatto nero attraversa la strada…

Più indietro nel tempo, troviamo le origini di un’altra superstizione che ancora oggi è presente in non poche persone: il timore che qualcosa vada storto se un gatto nero attraversa la strada un attimo prima del nostro passaggio.

In realtà, tutto ciò appartiene al mondo degli antichi romani e ha una motivazione. In quell’epoca le strade erano percorse da carri trainati dai cavalli; trasportavano spesso otri di terracotta contenenti olio e vino, e ciò accadeva anche quando era calata la sera. Se un gatto nero attraversava la strada al buio, il cavallo non lo notava e trovandoselo all’improvviso davanti poteva imbizzarrirsi o, purtroppo, anche calpestarlo! Frequente, in questi casi era la perdita del prezioso carico causata dal rovesciamento del carro. Ebbene, oggi le merci le portiamo su camion e furgoni, dunque non sarebbe ora di smetterla di tremare o di cambiar strada se un micio nero ci si para davanti? Preoccupiamoci piuttosto di non investirlo…

Il gatto nero porta sfortuna?

Forse non tutti sanno come i gatti neri siano giunti in Europa. Li portarono i pirati, che pare li tenessero sulle navi per uccidere i topi. Naturalmente, quando la nave arrivava in un porto, ai gatti non pareva vero di andare a curiosare sulla terra ferma, dunque gli abitanti delle zone costiere – nel vedere arrivare in paese dei gatti neri – si allarmavano, comprendendo che erano arrivati i pirati. Per loro di certo l’incontro con un gatto nero rappresentava una grande sfortuna! Ma… noi che c’entriamo?

Come potete vedere, le origini delle superstizioni legate ai gatti neri appartengono a tempi fin troppo lontani da noi: è finita la caccia alle streghe, non ci attaccano i pirati, le nostre strade sono illuminate da lampioni.

I gatti neri portano bene!

E allora, concentriamoci sulla bellezza di questi esemplari felini, nei quali gli antichi greci vedevano la perfezione assoluta. Sappiate inoltre che regalare un ciondolo dalla forma di gattino nero, in Francia significa augurare tanta fortuna. E ricordate che in Galles e in Cornovaglia, si dice che il gatto nero porti fortuna alle donne sole, donando inaspettati incontri e matrimoni felici.

Tra non molto sarà Capodanno: cogliamo l’occasione per condividere con i più superstiziosi un detto: «A Capodanno o di primo mattino, vedere un gatto è di buon auspicio soprattutto se nero».

Foto | Pixabay




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.