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pubblicato martedì, 22 novembre 2016 da Roberto Russo in Poesia e dintorni
 
 

Un ricordo di padre David Maria Turoldo

David Maria Turoldo

Padre David Maria Turoldo (1916-1992) da giovane

Si compiono cento anni dalla nascita di padre David Maria Turoldo, finissimo poeta che tanto ha dato alla cultura italiana e anche al rinnovamento della chiesa in Italia.

Chi era David Maria Turoldo

David Maria Turoldo (al secolo: Giuseppe) nacque a Coderno del Friuli, frazione del comune di Sedegliano in provincia di Udine, il 22 novembre 1916.

Sacerdote nell’ordine dei Servi di Maria, ha partecipato attivamente alla Resistenza e, in quel periodo, ha fondato la rivista clandestina «L’uomo», su cui apparvero le sue prime poesie. Si è occupato di cinema, realizzando con Vito Pandolfi il film Gli ultimi, ispirato al suo racconto autobiografico «Io non ero un fanciullo». Il film è stato premiato a Cannes, al Festival del film per la gioventù. Ha collaborato con la Rai e ha diretto il centro di studi ecumenici «Giovanni XXIII». Per via della sua attività sempre in prima linea era da più parti conosciuto come «coscienza inquieta della Chiesa».

Malato di tumore al pancreas fin dalla fine degli anni Ottanta, è morto a Milano il 6 febbraio 1992.

L’apparente tensione espressionistica della sua poesia si risolve, in realtà, nel fervore di una protesta morale, nel desiderio di una fratellanza che riscatti la condizione umana.

Tra le sue opere ricordiamo: Io non ho mani (1948), La terra non sarà distrutta (1951), Gli occhi miei lo vedranno (1955); … e poi la morte dell’ultimo teologo (1969), Poesie (1970). Diversi suoi libri sono stati ripubblicati dopo la sua morte, soprattutto dalla casa editrice Servitium, realtà editoriale che nacque nel pieno clima postconciliare proprio grazie a padre Davide Maria Turoldo.

Approfondimenti su padre Turoldo

Su GraphoMania abbiamo proposto diverse volte testi di padre David Maria Turoldo. Prima di lasciarvi ai link di approfondimento, segnaliamo una sua bella frase: «Senza la libertà non c’è umanità. Né fese, né coscienza, né salvezza. E non ci sarebbe neppure amore. Perciò la libertà è il punto più difficile e conteso; il più contrastato e costoso; il più trascurato, violato, eluso».

Ecco i link, in ordine alfabetico

Via | Dizionario della letteratura italiana, a cura di Ettore Bonora
Foto | WikiCommons








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.