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pubblicato sabato, 26 novembre 2016 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Addio a Fidel Castro, Líder Máximo della rivoluzione cubana

Fidel Castro (1926-2016)

Fidel Castro (1926-2016)

Fidel Castro, il Líder Máximo della rivoluzione cubana del 1959 che rovesciò la dittatura di Fulgencio Batista, è morto. Aveva 90 anni. Ad annunciarlo è stato suo fratello Raul, presidente dal 2008, sulla tv di Stato. «Il comandante in capo della Rivoluzione cubana è deceduto stasera alle 22,29». Erano le 4,29 in Italia. Poi ha continuato, non senza commozione: «Il corpo di Fidel Castro sarà cremato nelle prossime ore. Hasta la victoria siempre».

L’ultima apparizione pubblica di Fidel Castro risale ad agosto di quest’anno, in occasione dei suoi 90 anni, che sono stati celebrati in tutta Cuba.

Nato il 13 agosto 1926 a Birán, era figlio di Ángel Castro Argiz, proprietario terriero di origine spagnole. Fidel Alejandro Castro Ruz (questo il suo nome completo) dopo aver studiato dai gesuiti, aveva conseguito la laurea in legge presso l’Università dell’Avana. Era quindi diventato il leader della rivoluzione contro il generale Fulgencio Batista, che aveva preso il potere con un colpo di stato nel 1952. Per quasi mezzo secolo Fidel Castro è stato presidente di Cuba, alla guida di un regime comunista che spesso è stato accusato di violazioni di diritti civili, ma che, al tempo stesso, ha fatto di Cuba uno dei paesi meglio organizzati e più attenti alle esigenze degli ultimi nell’America Latina.

Fidel Castro: «La storia mi assolverà»

Tornano ora alla mente le parole che Fidel Castro, in qualità di avvocato di se stesso, pronunciò al processo in cui era accusato di «attentato ai Poteri Costituzionali dello Stato e insurrezione» per l’assalto alla Caserma Moncada del 26 luglio 1953:

«Nascemmo in un paese libero che ci lasciarono i nostri padri, e sprofonderà l’Isola nel mare prima che acconsentiremo a essere schiavi di qualcuno (…). In quanto a me so che il carcere sarà duro come non lo è mai stato per nessuno, pieno di minacce, di vile e codardo rancore, però non lo temo, così come non temo la furia del tiranno miserabile che ha preso la vita a settanta fratelli miei. Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà».

«Ai posteri l’ardua sentenza», chioserebbe Alessandro Manzoni. In ogni caso hasta luego, Líder Máximo!

Foto | Di Photo: Antonio Milena – ABrEditing: Lucas (crop, blur, retouch, color, modify) (This image) [CC BY 3.0 br], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.