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Posted domenica, 27 novembre 2016 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Carolina Invernizio, la prima regina del best seller italiano

Carolina Invernizio (1851-1916)

Carolina Invernizio (1851-1916)

Nell’Italia unita da poco fu la prima, indiscussa regina del best seller. I suoi romanzi dai toni veementi, gli accenti appassionati, gli intrecci iperbolici da vero e proprio feuilleton avvinghiavano irresistibilmente le lettrici di fine secolo. Un esercito di donne che attendevano ogni volta con trepidazione la pubblicazione della sua ultima opera, incuranti della critica malevola, dei letterati supponenti che irrimediabilmente puntavano il dito contro Carolina Invernizio.

L’esordio della scrittrice d’altronde risaliva al lontano 1877 con Rina o l’angelo delle Alpi. Un romanzo che aprì le porte a una produzione vasta, sfaccettata, popolarissima. Un successo crescente culminato in un lungo legame professionale con l’editore Salani per cui la Invernizio scrisse più di centoventi libri con il sottotitolo «romanzo storico sociale». Anni tuttavia durante i quali crebbe nella scrittrice di Voghera soprattutto la vena horror, il gusto per gli omicidi efferati, da primissima pagina. I titoli del periodo del resto parlano chiaro, da Il bacio di una morta a La sepolta viva per approdare infine nel 1912 al celebre Il cadavere accusatore.

Per nulla scoraggiata né offesa dagli strali della critica più accreditata, del giudizio al vetriolo di Antonio Gramsci che la definì l’onesta gallina della letteratura popolare, l’autrice aprì la sua casa di Cuneo all’intellighenzia, dando vita a un brioso salotto letterario, frequentato da importantissimi intellettuali del periodo.

Carolina Invernizio si spense il 27 novembre del 1916 all’apice di una carriera a dir poco clamorosa che in ugual misura, in serafico equilibrio, aveva ora sedotto, ora “sdegnato” . Qui di seguito l’incipit di uno dei suoi romanzi più celebri, La sepolta viva:

La notte era splendida, una di quelle luminose notti di autunno, che nella fiorita riviera di ponente acquistano ancora maggiore seduzione.
Sulla strada che da San Remo conduce a Taggia ed a Santo Stefano Rivaligure correva un piccolo calesse, su cui si trovavano due uomini.
Quello che guidava aveva l’apparenza d’un domestico, sebbene non indossasse livrea. Ma il suo viso accuratamente sbarbato, l’alto colletto inamidato, il portamento impettito, tutto denotava in lui il servo di una vecchia casa signorile. L’altro era un giovane sui ventotto, trent’anni, dalla piccola barba bionda accurata e portava un cappello di feltro ed un soprabito color polvere.

Foto | Di sconosciuto [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).