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pubblicato lunedì, 5 dicembre 2016 da Roberto Russo in I nostri libri
 
 

Gianluca Orsola e il suo libro «Esuperanzio di Cingoli»

Il professor Gianluca Orsola

Il professor Gianluca Orsola

Torna in libreria, in una nuova versione digitale, il libro che ha dato il via alla collana di saggistica della Graphe.it edizioni. Si tratta di Esuperanzio di Cingoli. Agiografia di un vescovo medioevale. Autore del saggio, con la presentazione della professoressa Edith Pásztor, è il professor Gianluca Orsola, al quale abbiamo rivolto qualche domanda sul suo studio.

Intervista a Gianluca Orsola

Parlaci un po’ di te
Insegno le lingue latina e greca con molto piacere e soddisfazione! In questi anni di docenza ho dovuto e voluto approfondire la grammatica e la sintassi anche delle lingue straniere, francese, spagnolo, inglese e portoghese, lingue madri della maggior parte dei miei allievi, per far meglio comprendere e ben assimilare i costrutti e i sistemi verbali e nominali delle mie materie ponendoli in continuo rapporto con le loro lingue.
Ascolto, oltre ai classici Vivaldi, Rossini, Mozart, le morbide ballate della sempre più impegnata anche socialmente Olivia Newton-John, Enya, Duran Duran, Michael Bublé e la musica italiana di Renato Zero, Raphael Gualazzi, Max Gazzé e Nek. Mi fa piacere uscire con gli amici (e organizzare pizze!), visitare con gli allievi musei e luoghi d’arte. Seguo in televisione programmi umoristici e satirici e d’intrattenimento intelligente, spettacoli musicali, film, telefilm e sceneggiati ben scritti e ben recitati.
A teatro assisto volentieri con amici e studenti agli adattamenti delle commedie classiche (benemerito il Teatro Arcobaleno di Roma!), a commedie musicali, agli spettacoli di comicità surreale di Lillo e Greg e alle commedie shakespeariane (sempre interessante la stagione del Globe Theatre in Villa Borghese) e frequentiamo anche il cinema!
Leggo volentieri nel tempo libero (sempre troppo esiguo…), di preferenza, libri umoristici (Antonio Amurri, Anna Marchesini, Carla Signoris, Sophie Kinsella), testi di erboristeria, nutraceutica e libri sull’arte medioevale e barocca (interessanti gli studi su Gian Lorenzo Bernini di Tomaso Montanari).

Che cos’è l’agiografia?
Un’agiografia è uno scritto su un santo o una santa; studiarlo dà la possibilità di ricavare notizie sull’ambito in cui tale scritto è nato, sulla società, la religiosità del tempo e molto altro.

Chi è Esuperanzio di Cingoli?
È il patrono di Cingoli, in provincia di Macerata, che la leggenda medioevale, a noi giunta in due manoscritti in scrittura gotica, vuole originario, presumibilmente, dell’Africa del nord.

Come si conduce uno studio agiografico come il tuo?
A partire dalle fonti si confronta il testo con altre coeve e precedenti sia letterarie che artistiche ampliando la visuale contestualizzando il santo o la santa oggetto di studio.

Gianluca Orsola, Esuperanzio di Cingoli. Agiografia di un vescovo medioevale

Gianluca Orsola, Esuperanzio di Cingoli. Agiografia di un vescovo medioevale

Quale è l’importanza delle legendae medievali sui santi?
Possono darci uno spaccato sulla società dell’epoca, sulla mentalità dell’agiografo e dei suoi contemporanei, sul rapporto con il divino della popolazione, in particolare sulla religiosità popolare e su come muta nel tempo il criterio di valutazione da parte della gerarchia ecclesiastica di persona santa e la percezione di essa da parte dei fedeli.

Suggeriscici un libro per capire meglio il Medioevo.
Uno solo non è sufficiente per poter descrivere le varie sfaccettature di questo fondamentale periodo storico; contrariamente a quanto si pensa (e a quanto si impara nella scuola!) fu un evo molto ricco di suggestioni e di spunti che hanno poi dato l’avvio all’Umanesimo ed al Rinascimento, una sorta di “incubatrice” e di adattamento della cultura greco-romana; non dimentichiamo l’importantissima funzione dei monaci amanuensi che ci hanno tramandato le opere degli autori classici, arricchite dai loro commenti a margine.
Suggerirei la lettura integrale (con l’aiuto di un buon commento) de La Divina Commedia di Dante Alighieri, vero compendio, finemente rielaborato, del sapere antico fino al tempo dell’autore e altre sue opere; poi saggi e studi come, cito solo pochi esempi, Donne e sante di Edith Pásztor, I monaci di Cluny di G. M. Cantarella, Il pensiero che contempla e Cultura umanistica e desiderio di Dio di Jean Leclercq, San Francesco di Raoul Manselli per una, seppur rapida, incursione nella società e nell’ambiente dove vissero i santi medioevali e nella Chiesa, fulcro della società dell’epoca che, quasi priva di calendari, scandiva il tempo grazie alla successione delle stagioni e delle festività religiose; infine Arte medievale. Interpretazioni storiografiche di Angiola Maria Romanini, per non trascurare l’apporto dell’Evo di mezzo nell’architettura e nelle arti figurative. Ovviamente conoscere la Bibbia è fondamentale per decodificare tanti riferimenti letterari e iconografici dal Tardo Antico in poi nella società occidentale…




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.