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pubblicato mercoledì, 7 dicembre 2016 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Ole Rømer e la scoperta della velocità della luce

Ole Rømer nel doodle di Google per il 340° anniversario della scoperta della velocità della luce

Ole Rømer nel doodle di Google per il 340° anniversario della scoperta della velocità della luce

La luce viaggia a 300.000 chilometri al secondo (nel vuoto), più o meno. A calcolarla per la prima volta fu l’astronomo danese Ole Rømer (nato il 25 settembre 1644 a Aarhus, morto il 19 settembre 1710 a Copenaghen). Ole Rømer era discepolo Jean-Felix Picard abate e astronomo francese. Fu direttore della specola astronomica fondata Christen Sørense, detto Longomontano, e in tale veste fece numerose osservazioni che, però, andarono distrutte completamente durante un incendio del 1728.

Come detto sopra, Ole Rømer per la prima volta calcolò la velocità della luce. Chi scrive, ammette di non essere sufficientemente preparato a spiegare come avvenne questa scoperta (magari potete leggerne su Wikipedia o se tra i nostri lettori c’è qualcuno che ne sa di più ci può dare informazioni precise). Per dirla in soldoni, venne ricavata notando diversi ritardi che subisce l’osservazione delle eclissi del satellite più interno di Giove (si tratta di Io) secondo la distanza variabile del pianeta dalla Terra. Ole Rømer calcolò che questa velocità fosse di 227.000 chilometri al secondo. Il calcolo non era esatto, ma pose le basi per poi sviluppare meglio l’osservazione e giungere a determinare la velocità della luce che oggi conosciamo.

Tra l’altro, giova ricordare che Ole Rømer inventò i primi lampioni stradali a olio di Copenaghen e si impegnò a favore di poveri, senza lavoro e prostitute della sua città. Questo suo impegno diede vita a una importante riforma sociale in Danimarca.

Il Google doodle per il 340° anniversario della scoperta della velocità della luce

Parliamo di Ole Rømer, per via del doodle di Google dedicato al 340° anniversario della scoperta della velocità della luce. Era il 7 dicembre 1676, infatti, quando Ole Rømer presentò il risultato dei suoi studi sulla velocità della luce all’Académie royale des sciences di Parigi.

Il doodle, animato, ci mostra un pensieroso Ole Rømer che cammina per il suo studio e osserva il cielo attraverso un telescopio. La scritta «Google» diventa uno schema per spiegare la sua scoperta, con il pianeta Terra, il Sole, Giove e la sua luna Io. Trattandosi di luce e Sole c’è da notare l’ombra che accompagna Ole Rømer nelle sue riflessioni. Nelle pagine interne del motore di ricerca il doodle si basa solo sulla scritta Google.

Il doodle di Google per la scoperta della velocità della luce è disponibile in buona parte dell’Europa e delle Americhe, come anche in Australia e alcuni paesi asiatici. Tra l’altro non è l’unico doodle di Google per oggi: in Germania è disponibile quello per il 181° anniversario della prima corsa della locomotiva Adler, mentre in diversi Paesi dell’Africa settentrionale si celebra il 1113° anniversario della nascita dell’astronomo persiano Abd al-Rahman Al-Sufi (Azophi).

Una citazione letteraria sulla velocità della luce

A proposito di velocità della luce, ricordate l’incipit di Praticamente innocuo, quinto libro della serie della Guida galattica per gli autostoppisti, di Douglas Adams?

La storia della Galassia si è un po’ ingarbugliata per diverse ragioni: in parte perché chi cerca di tenersene al corrente si è un po’ ingarbugliato, e in parte perché, obiettivamente, sono successe cose che rendono tutto molto ingarbugliato.
Uno dei problemi riguarda la velocità della luce e le difficoltà che comporta il tentare di superarla. Non la si può superare. Niente viaggia più in fretta della velocità della luce, con la possibile eccezione delle cattive notizie, che seguono proprie leggi specifiche. (traduzione di Laura Serra)

 




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.