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pubblicato sabato, 10 dicembre 2016 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Festeggiamo la Giornata mondiale dei diritti umani 2016

Giornata mondiale dei diritti umani 2016

La colomba di Facebook per la Giornata mondiale dei diritti umani 2016

Il 10 dicembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti umani, voluta dalle Nazioni Unite. Con un doodle animato, diverso dagli altri finora realizzati, anche Facebook invita a celebrare la Giornata mondiale dei diritti umani 2016. Come da tradizione, Facebook abbina una immagine e una frase.

L’immagine è una porzione di cielo stellato a forma di colomba. Il pensiero, almeno qui da noi, va subito alla celeberrima frase di Immanuel Kant: «Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me». E il riferimento non è casuale perché tra i libri da noi pubblicati c’è quello di Roberto Fantini sui diritti umani che si muove proprio a partire da questa frase. Il titolo del saggio, pubblicato con il patrocinio della sezione italiana di Amnesty International, è il seguente: «Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c’è e su quello che verrà)».

Ma torniamo al doodle di Facebook. Piano piano la colomba fatta di cielo, si riempie di sagome di persone di ogni tipo. Dopo un invito «Festeggiamo la Giornata mondiale dei diritti umani» il doodle di Facebook ha la seguente didascalia: «In questa giornata nel 1948 le Nazioni Unite hanno adottato un insieme universale di diritti umani validi per tutti noi. Celebriamo questo importante traguardo verso la creazione di un mondo più libero e equo».

Ma, volendo esse sintetici, cosa sono i diritti umani? Tra le tante definizioni e frasi sui diritti umani vi proponiamo quella di Roberto Fantini per il quale i diritti umani «sono la più grande “invenzione” della storia umana: sono idee astratte, certo, princìpi teorici ed etici (un vero distillato del meglio delle culture prodotte dall’umanità), ma sono soprattutto sapienti strategie operative per rendere questo mondo più ospitale e per rendere l’esistenza di ogni essere umano (senza alcuna eccezione) il più possibilmente liberata dalle sofferenze che la prevaricazione e la violenza dell’uomo sull’altro uomo possono provocare».




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.