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pubblicato domenica, 25 dicembre 2016 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Febbre, una poesia natalizia di Vittoria Aganoor Pompilj

Natale 2016 con la poesia «Febbre» di Vittoria Aganoor Pompilj

Natale 2016 con la poesia «Febbre» di Vittoria Aganoor Pompilj

A tutte le amiche e a tutti gli amici della Graphe.it edizioni e di GraphoMania giungano i nostri migliori auguri di Natale. Un Natale vissuto nella serenità e nella gioia. Sentimenti forse di cui si parla molto, troppo, in questi giorni ma che sono veramente necessari.

Come da tradizione (si sa, le tradizioni sono sacre, soprattutto quelle di Natale!), i nostri auguri si traducono in poesia. I versi sono quelli di Vittoria Aganoor Pompilj (1855-1910), dalla raccolta Leggenda eterna. La poesia ha per titolo Febbre ed è posta come premessa al libro Ricordi di Natale, la nostra strenna natalizia per il 2016, che raccoglie un racconto di Matilde Serao e uno di Giulio Laurenti.

Auguri!

Vittoria Aganoor Pompilj, Febbre

Ecco, la porta si spalanca ed entra
mio padre coi bei doni. A stento ei tutti
li regge (oh quanti!) e ride… Io dal mio letto
tendo le braccia, e la gioia è nel sole
che allaga la mia camera: è nel suono
delle campane dindondanti a festa,
nell’allegro vocìo che di fuor s’ode…
— È nato! è nato! — esclamano le genti
e per le vie s’abbracciano.

La febbre
questi sogni mi dà? sia benedetta!
Vero; è Natale, ma mio padre immoto
dorme laggiù presso la villa immersa
tra gli abeti. È Natale… oh ma i fratelli
non s’abbraccian per via!…

Donami ancora
un altro sogno, amica febbre! io veda
svanir come ombra, al divampar d’un grande
foco d’amore, l’indigenza, e il mondo
finalmente placato in una fede
sicura e forte come l’universo,
in ogni terra, e per ognuno il sasso
delle tombe non sia più che la porta
dell’infinito.

A quella soglia io forse
m’approssimo?… chi sa? Forse il mio sogno
s’avvera, e lieto il padre mio dischiude
il valico per me, recando il vivo
dono di luce?…

Dagli oscuri abissi
della vita, assorgiamo, anima! albeggia
l’erta, che attinge il vertice del vero.

Foto | Ben White




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)