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pubblicato domenica, 8 gennaio 2017 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Il libro più grande del mondo (letteralmente)

La pagoda di Kuthodaw in Birmania con le pagine del libro più grande del mondo
La pagoda di Kuthodaw in Birmania con le pagine del libro più grande del mondo

I libri sono sempre un mondo affascinante. Per il loro contenuto, naturalmente, ma anche per tutto quello che li riguarda. Abbiamo già avuto modo di soffermarci sul romanzo più lungo del mondo e su quello più breve, come anche sui testi più difficili da scrivere o quelli scritti sotto l’effetto di qualche sostanza. Tra tutte queste curiosità, vi siete mai chiesti quale sia il libro più grande del mondo? Intendiamo proprio grande fisicamente.

La pagoda di Kuthodaw in Birmania: il libro più grande del mondo

Il libro più grande del mondo è scritto in pietra e circonda la scintillante pagoda di Kuthodaw in Birmania. Sì, circonda, perché si tratta di un libro veramente grande che ha bisogno di tanto spazio.

È composto di settecentotrenta fogli per un totale di 1460 pagine: il che, di per sé, non vuol dire che sia un testo voluminoso (La scuola cattolica di Edoardo Albinati ne conta 1294 di pagine, quindi stiamo là). Il fatto è che le pagine di questo libro sono in pietra, come abbiamo detto.

Ogni pagina del libro più grande del mondo è di marmo; misura centosette centimetri di larghezza, centocinquantatré di altezza ed è spessa tredici centimetri. Le pagine sono scritte su entrambi i lati e sono molto fitte. Ogni pagina si trova in un’edicola sormontata da una decorazione. Tecnicamente l’edicola si chiama stupa: si tratta di un monumento la cui principale funzione è di conservare delle reliquie. Le pagine sono disposte in tre file: nella prima ci sono quarantatré edicolette, nella seconda centosessantotto e nell’ultima cinquecentoventi.

Quando l’opera fu terminata, nel 1868, ogni riga era scritta in oro e le pagine circondate da rubini e diamanti. Purtroppo quando alla fine gli inglesi giunsero in Birmani a metà del 1880, saccheggiarono il tempio e si portarono via tanto l’oro quanto le pietre preziose. Al giorno d’oggi il libro intero continua a stare in piedi e a poter essere letto. La scrittura incisa è stata riempita di colore nero per rendere leggibile il testo.

Il contenuto del libro

Ma cosa c’è scritto sulle pagine del libro più grande del mondo? È riportato il Tipitaka, canone del buddismo Theravāda che, fino alla costruzione di questo tempio nel 1860, era disponibile solo come manoscritto su foglie di palma nelle biblioteche reali. Fu il re Mindon Min che ordinò la realizzazione di questo impressionante tomo. Il re – considerata l’invasione inglese della metà del secolo XIX che poteva mettere a rischio gli insegnamenti buddisti – voleva mettere in salvo i testi per la posterità.

Questo enorme «anti-eReader» marmoreo è una delle opere più importanti per chi studia il buddismo e, allo stesso tempo, uno dei luoghi sacri meno conosciuti, ma più belli!, di tutto il pianeta.

Via | Wikipedia
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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.