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pubblicato martedì, 10 gennaio 2017 da Nymeria in Mondolibri
 
 

Tancredi e Ghismunda: riassunto e analisi della novella del Decameron

La novella «Tancredi e Ghismunda» del Decameron
La novella «Tancredi e Ghismunda» del Decameron

Tancredi e Ghismunda è la prima novella della quarta giornata del Decameron di Giovani Boccaccio. Il re Filostrato decide che si parli di un amore che finisce tragicamente. Fiammetta, la narratrice, è un po’ preoccupata, ma deve seguire le regole. Ecco che allora decide di raccontare la storia di Tancredi e Ghismunda.

Riassunto della novella «Tancredi e Ghismunda»

Tancredi era il principe di Salerno, un uomo molto umano e generoso. Aveva una figlia, Ghismunda, la luce dei suoi occhi. Per il desiderio di tenerla sempre vicino a sé ritarda la data del matrimonio. Poi, una volta rimasta vedova, evita di farla risposare a breve. Ghismunda amava immensamente il padre, solo che la continua solitudine cominciava a pesarle così decise di avere un amante.

La scelta ricadde su Guiscardo, valletto del padre, un ragazzo bello e buono, ma povero e anche lui innamorato di Ghismunda. La giovane, tramite un messaggio nascosto in una canna di bambù, riuscì ad incontrare Guiscardo. Infatti esiste una grotta scavata sul monte vicino al palazzo a cui si accedeva tramite una scala segreta che parte dalla camera da letto di Ghismunda. Guiscardo con una corda vi sicalarsi e arriva alla camera di Ghismunda. I due si frequentano all’insaputa di tutti.

Un giorno, però, vengono scoperti da Tancredi, recatosi in visita nelle camere della figlia. L’uomo decide di non farsi vedere per decidere cosa fare. Tancredi sceglie di arrestare Guiscardo e lo rinchiude, poi spiega a Ghismunda perché il ragazzo non sia adatto lei, visto che è povero e di ceto inferiore. Ghismunda però gli parla della nobiltà d’animo di Guiscardo, del fatto che gli uomini nascono tutti uguali e che poi è solo la sorte la fortuna a mutarne le condizioni. E poi, neanche tanto velatamente, gli dice che si ucciderà se il suo amante dovesse morire.

Tancredi decide di non vendicarsi su Ghismunda, ma follemente geloso, fa strangolare Guiscardo. Poi prende il suo cuore e lo fa recapitare alla figlia. Ghismonda, però, aveva già capito come sarebbero andate le cose e versa una fiala di veleno sul cuore di Guiscardo, beve da lì e muore. Avvisato dalle sue ancelle, Tancredi si precipita dalla figlia, ma ormai è tardi per salvare la ragazza. Lei gli chiede di seppellirla vicino a Guiscardo e Tancredi, ora pentito, acconsente.

Un commento alla novella

In questa novella ci sono diverse tematiche, alcune tipiche dell’amor cortese. L’amore come esperienza per elevarsi moralmente, le prove fisiche che Guiscardo deve compiere per raggiungere l’amata e anche la dicotomia fra nobiltà del sangue e nobiltà d’animo. Ci sono però anche altri aspetti che ricorrono in Boccaccio, come la Sorte che infila lo zampino nel fato degli amanti, un personaggio femminile forte e l’amore malato e morboso di Tancredi.

Altro tema molto caro a Boccaccio è quello fra la gioventù (che vorrebbe un mondo più moderno) e l’aristocrazia (bloccata nel suo passato). Anche se è l’amore di cui ci parla Boccaccio, in tutti i suoi aspetti. Abbiamo l’amore puro e nobile che non bada al ceto sociale, l’amore passionale a cui neanche la ragione riesce a resistere, l’amore cieco che non si accorge di nulla, neanche quando viene spiato, l’amore malato e anche l’amore tragico, visto come va a finire la novella.

Foto | Di Bernardino Mei – Pinacoteca nazionale di Siena ([1] – Olio su tela , cm. 66.5 x 47.5) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons








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Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?