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pubblicato venerdì, 20 gennaio 2017 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Libri sulla Shoah, per non dimenticare

Libri sulla Shoah
Libri sulla Shoah

Affrontare il tema della Shoah non è affatto semplice, lo sappiamo bene. Un tema che non si può dire di conoscere perché si è letto qualcosa in rete o si hanno reminiscenze scolastiche. Il Giorno della memoria, che cade il 27 gennaio, è importante anche per questo: aiuta a prendere sempre più coscienza di quanto accaduto e stimola ad approfondire la conoscenza. A tal proposito, i libri sulla Shoah sono un utile strumento di approfondimento.

7 libri sulla Shoah

Di libri sulla Shoah ce ne sono molti in commercio. Vediamone alcuni.

Iniziamo con il consigliare due libri di Georges Bensoussan, storico francese di origini marocchine, che ha approfondito in particolare il tema dell’antisemitismo, della Shoah, del sionismo e dei problemi della memoria storica. Il primo è Storia della Shoah (Giuntina 2013): un saggio documentatissimo e serrato che presenta la cruda realtà del genocidio ebraico. Del 2016, per i tipi della Libreria Editrice Goriziana, è il libro La Shoah in 100 mappe. Lo sterminio degli ebrei d’Europa, 1939-1945. Una sorta di atlante che offre molteplici risposte a decenni di domande su come la Shoah sia stata possibile nel secolo del trionfo della «modernità», e su come il massacro degli ebrei d’Europa abbia potuto concretamente avere luogo in tutte le sue fasi, dalla concentrazione all’eliminazione.

Salvatore Loddo firma per Carocci il testo La Shoah: guida agli studi e alle interpretazioni, che affronta il tema alla luce dei più maturi apporti della ricerca interdisciplinare. La Shoah appare sempre meno un evento straordinariamente mostruoso, terribilmente estraneo e incomprensibile, sempre più una combinazione di normale ed estremo, un mosaico di ordinarietà e straordinarietà umana, nonché l’oggetto di un’incessante narrazione e attribuzione di senso e significato oggi e a venire.

Crudo, ma necessario, è Caino a Roma. I complici romani della Shoah (Cooper 2005) di Amedeo Osti Guerrazzi. L’autore, basandosi su moltissimi documenti, riapre la questione della responsabilità dei nostri connazionali nella persecuzione antiebraica. Opinione comune vuole che
tra l’amnistia del 1946 e i racconti di gratitudine di quanti erano stati salvati, si è continuato ad alimentare il mito degli «italiani brava gente». Ma le cose non stanno proprio così.

Sul versante testimonianze segnaliamo Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto di Marcello Pezzetti per Einaudi (2009, con una nuova edizione nel 2015). Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell’ebraismo italiano. Un mosaico di testimonianze intrecciate di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.

Michael Urich è un sopravvissuto alla Shoah e racconta la sua esperienza nel libro Il bicchiere mezzo pieno, in libreria per Yume.

Infine Giorgio Caviglia e Maria Bove si interrogano su come trasmettere alle prossime generazione quanto accaduto. Il libro è L’eco del silenzio. Il trauma della Shoah consegnato alle generazioni future ed è pubblicato da Giuntina. Gli autori provano a rispondere ad alcune domande fondamentali: quando il passato può dirsi davvero passato? Come si diventa dopo aver attraversato un indicibile trauma? Esistono memorie che attraversano i confini della propria esperienza individuale e si trasmettono alle generazioni future?

Foto | Emmanuel Dyan via Visual Hunt / CC BY








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.