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pubblicato lunedì, 30 gennaio 2017 da Roby in Mondolibri
 
 

Cosa leggere in gravidanza, tra leggende metropolitane e realtà

Cosa leggere in gravidanza
Cosa leggere in gravidanza

Cosa leggere in gravidanza? Dal basso della mia esperienza personale (prima gravidanza tre anni orsono, alla venerabile soglia dei 35; seconda gravidanza in corso, attualmente al sesto mese) la mia risposta è senza dubbio alcuno questa: nulla! O meglio, leggete sì – quello sempre – ma non i soliti libri che vi propinano in certe situazioni, che hanno l’unico risultato di stressarvi o, nella migliore delle ipotesi, di farvi nascere dentro una fastidiosa ansia da prestazione. Tutt’al più, alla domanda su cosa leggere in gravidanza, spontaneamente potrei indirizzarvi verso i libri divertenti che parlano di gravidanza, oppure quelli che tentano di spiegare questa meravigliosa, tragica esperienza tutta femminile ai papà (e che a mio avviso sono per questo ancora più divertenti) ma so che ne avete già parlato in questa sede.

Tuttavia, visto che non siamo tutte uguali e visto che a qualcuna l’ansia da prestazione si può placare solo avendo l’illusione di arrivare al parto (ma ancora meglio direi alla maternità) preparata, ecco che vi accontento, scegliendo un libro fra i tanti che affrontano quelli che secondo me sono gli argomenti più importanti se non da conoscere, almeno da focalizzare.

Cosa leggere in gravidanza

  • La tua gravidanza di settimana in settimana. Dal concepimento alla nascita, di Lesley Regan (Tecniche Nuove). Io non l’ho letto, ma stando a forum e social network, pare sia uno dei testi più esaurienti su quello che accade al corpo della donna e al piccolo durante questo lunghissimo viaggio di 40 settimane, dedicato a quelle donne che proprio non possono fare a meno di sviscerare, enucleare, indagare, capire… anch’io ero così, ma datemi retta, è inutile: la vita è bella perché è e resta un mistero e sapere in quale giorno il bimbo si riveste di vernice casearia o l’ultimo grido in fatto di lotta alle smagliature non è poi così fondamentale.
  • Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogge e Melinda Blau (Mondadori). Questo ce l’ho, ma leggerlo tutto – intendo dall’inizio è alla fine – secondo me è un’impresa titanica, degna di un esame universitario. Il mio consiglio è leggerlo in modalità ipertestuale, cioè a seconda degli argomenti che via via vi interessano. Può essere una lettura utile nel periodo pre-parto per imparare la teoria di alcuni fenomeni, come ad esempio i diversi pianti del neonato, ma poi sarà sempre e solo la pratica a farveli riconoscere davvero. È un libro che vi accompagnerà a lungo e vi offrirà diversi spunti di riflessione (ma occhio a non volervi immedesimare sempre e comunque nei casi trattati: insomma, evitiamo il transfert da psicoterapeuta) e ne esiste anche un seguito sui bambini un po’ più grandicelli.
  • In nome della madre, di Erri De Luca (Feltrinelli). Tra queste poche pagine (Erri De Luca sta alla sintesi in prosa come Ungaretti sta alla sintesi in poesia) si piange, si ride, ci si commuove e si prova una profonda empatia per una Maria madre di Gesù un po’ sgomenta, colta qui in tutta la sua umanità di giovane donna che sta innanzitutto per mettere alla luce un figlio, e poi il Figlio di Dio. Una lettura delicata che tocca tutte le corde del cuore, sovrapponendo il mistero della vita al Mistero della salvezza in maniera del tutto originale e davvero geniale. A me è stato molto utile per prepararmi spiritualmente alla mia nuova vita da mamma, mi ha fatto sentire coccolata e rassicurata come nessuna ostetrica sarebbe mai riuscita a fare.
  • Favole, fiabe, filastrocche e ninnananne. Le vostre preferite, quelle che vi leggeva vostra mamma o vi cantava vostra nonna: a partire dalla 20.ma settimana il piccolo reagisce agli stimoli sonori, mentre tra la 24.ma e la 28.ma il suo apparato uditivo può dirsi completo, quindi la gravidanza è un’ottima occasione per iniziare a fargli scoprire la vostra voce, quella del papà, di un eventuale fratellino o sorellina, e perfino di un animale domestico. È ormai dimostrato scientificamente che questo oltre a tranquillizzare lì per lì il piccoletto, avrà su di lui un benefico effetto a lungo termine. Io posso testimoniare l’efficacia immediata che ancora oggi ha su mia figlia una certa ninna nanna che le cantavo ogni sera quando era nel pancione. Quella e quella sola funziona. Provare per credere.
  • Diario di bordo. Questo è un mio personalissimo consiglio alle mamme che sono grafomani come me (ve ne sarete ormai accorte, no?). Tenete un diario della vostra gravidanza, unica e irripetibile, raccontate al bimbo che portate dentro di voi cosa provate senza falsi pudori, magari arricchitelo con qualche poesia per bambini, le vostre foto con il pancione, le immagini delle ecografie, i testi delle canzoni che ascoltate o le ricette del piatto al quale in questi 9 mesi proprio non sapete rinunciare – spazio alla fantasia insomma – e poi leggetegli lentamente le vostre parole, magari a letto con la luce soffusa e una mano sul pancione. Credo inoltre che, a distanza di anni, potrà essere piacevole per lui o per lei riscoprire cosa provava la mamma all’inizio della vostra vita insieme. Ai loro occhi vi renderà più umane. E ancora più speciali.

Foto | wavebreakmedia via Shutterstock


Roby

 








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