0
pubblicato mercoledì, 1 febbraio 2017 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Tre domande e un gioco con la libreria Mannaggia di Perugia

Francesca Chiappalone e Carlo Sperduti e il logo della libreria Mannaggia
Francesca Chiappalone e Carlo Sperduti e il logo della libreria Mannaggia

In questi ultimi anni le cronache hanno spesso parlato della chiusura di librerie da un capo all’altra dell’Italia. Chiusure che lasciano l’amaro in bocca, senza dubbio, e che fanno riflettere sullo stato della cultura nel nostro Paese. Ma ci sono anche librerie che aprono e, sovente, di queste notizie non se ne parla molto, forse perché fanno «meno effetto». In questi giorni a Perugia, città in cui ha sede la nostra casa editrice Graphe.it edizioni, ha riaperto L’altra, storica libreria della città, che aveva chiuso da qualche tempo. Ora, con una formula rinnovata, ha aperto di nuovo i battenti all’interno della Bottiglieria San Martino, in pieno centro storico.

Prossimamente, il 18 febbraio, inaugurerà Mannaggia – Libri da un altro mondo, in via Cartolari, una delle caratteristiche strade di Perugia che sembrano condurre in luoghi misteriosi (e il mistero affacciarsi perché mentre si arriva a via Cartolari, si incrocia anche la Mandragola, libreria esoterica). La libreria nasce grazie all’iniziativa di Francesca Chiappalone e Carlo Sperduti.

Il nome Mannaggia deriva dall’omonimo racconto che Carlo Sperduti ha pubblicato nella raccolta Sottrazione (Gorilla Sapiens). Un nome particolare, senza dubbio, come particolare, e ben definita, è la linea scelta: una sessantina di case editrici indipendenti e non a pagamento. Da Mannaggia si troveranno libri di narrativa, illustrati, graphic novel, classici e qualcosa di saggistica. Tra questi ultimi, pure il nostro libro Anche Francesco le diceva: insomma, tra «parolacce» ci si intende!

Abbiamo incontrato Francesca e Carlo per conoscere un po’ meglio il progetto della libreria Mannaggia.

Tre domande a Francesca Chiappalone e Carlo Sperduti

In un periodo in cui le librerie chiudono, voi ne aprite una: siete folli, acuti analisti del mercato del futuro, amanti della lettura a oltranza?
Sicuramente siamo folli amanti della lettura e il periodo è difficile, ma non tragico. Conosciamo le difficoltà del mercato e tanti librai che hanno condiviso le loro esperienze con noi. Il punto, forse, non è solo una questione di vendita, ma anche di promozione, di attività, di curiosità: il lettore deve avvicinarsi e interessarsi al libro, alla copertina, alla presentazione, al laboratorio: per far sì che ciò accada una libreria deve essere un luogo di scambio, di incontro e ovviamente di divertimento. Una bella sfida, ma se si amano i libri si accetta anche il rischio.

Una libreria che sceglie di vendere solo libri di una selezionata lista di editori, per lo più medio-piccoli, non rischia di vedersi assottigliare il proprio pubblico già in partenza, soprattutto in una città come Perugia che non è certo una metropoli?
L’editoria indipendente ha tantissime sfumature e molto spesso il medio-piccolo editore nasconde delle sorprese. Ci sono moltissimi libri che meritano di essere letti e che purtroppo rimangono nell’ombra. Secondo noi una libreria indipendente serve anche a questo, a scoprire tante piccole realtà, e non hanno poi molta importanza le dimensioni della città in cui si trova. Perugia è un piccolo centro ma pieno di persone interessanti: la nostra speranza è che siano lettori indipendenti e che vengano a farsi un giro sul pianeta Mannaggia.

Mannaggia a chi?
Prima di tutto mannaggia a noi! In secondo luogo, sorvolando sull’imprecazione, Mannaggia è il nome di un pianeta, da un omonimo racconto, che il narratore costruisce per la sua compagna: un pianeta dove si sta benissimo. Il corrispettivo di questo pianeta per noi è una libreria in cui poter scoprire moltissimi mondi diversi.

Il gioco del «Se fosse» con la libreria Mannaggia

Abbiamo chiesto a Francesca e Carlo di fare il gioco del «Se fosse» per capire meglio il loro progetto, da un altro punto di vista. Allora se Mannaggia – Libri da un altro mondo fosse…

  • Una scrittrice… Virginia Woolf
  • Uno scrittore… Flann O’Brien
  • Un libro (in genere)… Finzioni di Jorge Luis Borges
  • Un saggio… Sei passeggiate nei boschi letterari di Umberto Eco
  • Un romanzo… Rayuela di Julio Cortázar
  • Una graphic novel… Da quassù la terra è bellissima di Toni Bruno
  • Un genere… Avventura
  • Un movimento letterario… Oulipo
  • Una lingua… La lingua inesistente in cui viene scritta una poesia in un racconto di Tommaso Landolfi che incomincia con «Aga magéra difúra».
  • Un quadro… Day and night di Escher
  • Un colore… Blu

Auguri alla libreria Mannaggia. A Francesca e a Carlo auguriamo di essere forti, perché, per usare le parole del racconto che dà il nome alla libreria: «Ti si scompiglieranno un po’ i capelli e sentirai un costante venticello, ma ti ci abituerai come si fa con le temperature da una stagione all’altra.

Foto | La foto dei librai è di Paola Sansone; l’illustrazione è di Elisa Macellari








Potrebbe interessarti anche…

Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.