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pubblicato lunedì, 6 febbraio 2017 da Graphe.it in Racconti e testi
 
 

L’inseguitore. Un racconto

L'inseguitore. Un racconto
L'inseguitore. Un racconto

Nella foga aveva già inciampato un paio di volte.

Ormai correva da un po’ e la fatica iniziava a farsi sentire, era stanchissima e aveva dolori ovunque, ma non voleva fermarsi… non poteva fermarsi.

Lui era sempre lì dietro, giusto a pochi metri di distanza, come se si divertisse, giocando al gatto col topo; era chiaro che – se solo avesse voluto – con pochi balzi le sarebbe stato addosso.

Invece no, l’inseguitore manteneva la distanza con una precisione millimetrica, senza manifestare segni di cedimento, regolare e rilassato come il leggero soffio del suo respiro, appena percettibile.

La luce giallastra dei lampioni illuminava a chiazze lo stradone tra i palazzi della periferia, non doveva mancare molto al portone di casa… forse ce la poteva ancora fare, sperare che lui decidesse di restare a debita distanza, per godere fino in fondo quel gioco perverso.

Si girò per l’ennesima volta, nella penombra le sembrò di vedere un ghigno infernale e due occhi gialli fissarla con cupidigia.

Decise allora di giocare il tutto per tutto: raccogliendo chissà dove le energie si lanciò in uno sprint finale. Ce la doveva fare, ad ogni costo!

Le gambe iniziarono a mulinare, colpiva la strada con la punta delle scarpe da ginnastica, sembrava volasse. L’acido lattico mordeva i muscoli delle cosce, ma ormai mancava davvero poco.

Lasciandosi alle spalle l’ultimo lampione, ebbe la sensazione che l’inseguitore fosse rimasto alla stessa distanza, nonostante tutto.

Pochi metri più avanti vide il secchione dell’immondizia che da anni faceva bella mostra di sé davanti al portone del suo condominio: idealmente, quello era il segno del tanto agognato arrivo.

Con uno scatto di reni improvviso si gettò in avanti, proprio mentre il rumore dell’inseguitore sembrò farsi pericolosamente vicino…

Toccò istintivamente l’enorme contenitore verde, lercio e puzzolente e… cacciò un urlo liberatorio iniziando a saltare felice.

«Ce l’ho fatta, ce l’ho fatta! Ti ho fregato».

Rideva e saltava, contenta come una ragazzina.

«Sono arrivata prima!».

Con uno sguardo di sfida guardò l’inseguitore sconfitto, che nel frattempo si era seduto sulle zampe posteriori e osservava incuriosito le evoluzioni della propria padrona.

«Ti ho fregato Rolly… è inutile che mi guardi strano… – disse rivolta al cane – non te la prendere, doppia razione di croccantini stasera, per festeggiare la tua prima sconfitta!».

L’inseguitore è un racconto di Sandro Gargiulo
allievo del corso di scrittura narrativa che Susanna Trossero tiene a Ostia – Roma
presso l’associazione Fo.Ri.Fo.

Foto | Pixabay




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)