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pubblicato giovedì, 16 febbraio 2017 da Roberto Russo in News culturali
 
 

Premio Bagutta 2017: vince Vivian Lamarque con «Madre d’inverno»

I libri vincitori del Premio Bagutta 2017
I libri vincitori del Premio Bagutta 2017

Madre d’inverno di Vivian Lamarque (Mondadori) ha vinto il Premio Bagutta 2017, mentre il romanzo La grande A di Giulia Caminito (Giunti) si è aggiudicato il Premio Bagutta Opera Prima. A decretare la vittoria la giuria presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti e composta da Rosellina Archinto, Silvia Ballestra, Eva Cantarella, Pietro Cheli, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Piero Gelli, Andrea Kerbaker, Ranieri Polese, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini, Valeria Vantaggi e Orio Vergani.

I libri vincitori del Premio Bagutta 2017

Madre d’inverno è una raccolta di poesie che ruota attorno all’idea e alla figura materna «vissuta nel trauma originario – accettato con sapienza eppure inguaribile, nel paradosso e nel dolore – della sua doppia immagine, quella della madre biologica e quella della madre adottiva». Il libro che si è aggiudicato il Premio Bagutta 2017 è suddiviso in sette sezioni (Poesie ospedaliere, Ritratto con neve, Compro oro, Madre l’altra, Ipotesi sul dimenticare, Dedicate, Coinquilina poesia), introdotte da un verso di Rainer Maria Rilke: «avevo morti e li ho lasciati andare». Tra le poesie della raccolta c’è la seguente

Gatti d’ospedale
Ti dicevo buonanotte e uscendo
passavo dalla casa dei gatti
con i tuoi avanzi mi venivano
incontro a frotte per niente magri
direi, uno diffidente e serio come
Ignazio, altri avviando già da lontano
il motorino delle fusa, poi dalle aiuole
d’entrata e d’uscita coglievo semi
di belle di notte e bacche di rose canine
per il mio balcone, di quei giorni
minima consolazione.

Giulia Caminito, romana, classe 1988, si aggiudica il Bagutta Opera Prima 2017 con La Grande A, liberamente ispirato alla biografia di famiglia, racconta di una madre che non c’è e di una terra, l’Africa, che per la protagonista è la Grande A, piena di promesse e meraviglie.

Spiace notare, comunque, che sembrano esserci problemi seri di comunicazione da parte del Premio Bagutta. Sito non raggiungibile, pagina Facebook non aggiornata, comunicata stampa introvabili.

Via | Corriere








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.