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pubblicato giovedì, 23 febbraio 2017 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

La scoperta degli esopianeti e il doodle di Google

La scoperta degli esopianeti del sistema Trappist-1
La scoperta degli esopianeti del sistema Trappist-1

La scoperta degli esopianeti del sistema Trappist-1, a quaranta anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Acquario, è una di quelle notizie che fa parlare mezzo mondo. Ma anche tutto.

Ricordiamo che con esopianeta si intende un pianeta extrasolare, vale a dire che non appartiene al nostro sistema solare. Sono pianeti che orbitano intorno a una stella diversa dal nostro Sole. La scoperta degli esopianeti del sistema Trappist-1, non è la prima nel corso della nostra storia. Stando a Wikipedia, finora ce ne sono 3583 in 2688 sistemi planetari. Inoltre ce ne sono altri 2410 candidati e 211 sono possibili o controversi. Insomma: una folla!

Ma rispetto agli altri, questi esopianeti hanno una caratteristica che li rende più interessanti. Anzi due caratteristiche. Innanzitutto, è la prima volta che così tanti pianeti vengono scoperti intorno alla stessa stella. Poi, e questa è la cosa che fa «saltare» di gioia gli scienziati in tutto il mondo, si trovano nella zona temperata della loro stella. Vale a dire che ci sono le caratteristiche perché ci sia l’acqua allo stato liquido e quindi si possa sviluppare la vita. Al momento il condizionale è d’obbligo, perché non si sa molto di più. Questi pianeti, più o meno grandi come la Terra, potrebbero essere abitati, prima o poi (se già non lo sono). Insomma, la concretizzazione di molti libri di fantascienza! Del resto, si sa, la fantasia degli scrittori e delle scrittrici spesso è anticipatrice della realtà.

Il Google doodle per la scoperta degli esopianeti

Il doodle di Google per la scoperta degli esopianeti del sistema Trappist-1

Il doodle di Google per la scoperta degli esopianeti del sistema Trappist-1

La scoperta degli esopianeti è l’occasione per Google di fare un doodle animato. Disegnato da Nate Swinehart, il doodle celebra la scoperta di sette pianeti come la Terra. Lo stile è sempre quello, simpaticissimo, dei doodle di Google. C’è la Terra che, con un telescopio, scruta i cieli, mentre la Luna fa da assistente. A un certo punto il telescopio individua un pianete molto simile alla Terra, sorridente. Subito ci si concentra su di esso e, zac!, nell’area inquadrata fanno capolino gli altri sei pianeti che salutano tutti contenti. Dopo un primo momento di stupore, la Terra si apre in un enorme sorriso e la Luna esulta. Quasi a dire: «Non siamo più soli soletti nell’Universo!».

Nelle pagine interne del motore di ricerca, il doodle di Google per la scoperta degli esopianeti è semplificato. Si vede la Terra che osserva il cielo e accanto la Luna. Sullo sfondo sempre la scritta «Google».








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.