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pubblicato venerdì, 24 febbraio 2017 da Graphe.it in I nostri libri
 
 

Gianluca Orsola ci parla del suo libro «Longino, il santo della lancia»

Gianluca Orsola e il suo libro «Longino, il santo della lancia»
Gianluca Orsola e il suo libro «Longino, il santo della lancia»

Arriva in libreria il saggio Longino, il santo della lancia, scritto da Gianluca Orsola e con la prefazione di monsignor Enrico Dal Covolo, Magnifico Rettore dell’Università Lateranense. Si tratta della seconda edizione di questo libro, rivista, corretta e aggiornata, anche dal punto di visto della grafica. L’autore ha già pubblicato con noi il saggio Esuperanzio di Cingoli. Agiografia di un vescovo medievale, disponibile in eBook.

Secondo la tradizione, Longino è il nome del soldato che colpì con la lancia Gesù in croce. Attorno alla sua figura sono sorte storie, leggende e le sue reliquie sono state oggetto di grande culto. A Mantova, per esempio, nella basilica concattedrale di Sant’Andrea si conserva della terra intrisa di sangue di Cristo, portata proprio da Longino. Anche a Lanciano, in provincia di Chieti, ci sono tracce della presenza di Longino. Per non parlare poi della sua lancia, che oggi è custodita a Vienna, che attirò le attenzioni anche di Hitler.

Gianluca Orsola in Longino il santo della lancia prova a mettere in ordine tra tutte queste storie. Lo abbiamo intervistato per capire un po’ meglio come ha svolto il suo studio. La pubblicazione è disponibile in cartaceo e in digitale.

Longino, il santo della lancia: intervista a Gianluca Orsola

Dai vangeli sappiamo solo che un centurione romano colpì Gesù crocifisso con la lancia e dalla ferita del costato ne scaturì sangue e acqua. Come si è passati da queste due righe a tutto il culto su Longino?
Già nel periodo tardoantico le prime generazioni dei fedeli cristiani cercavano notizie sui personaggi citati o appena menzionati nei Vangeli. Un soldato che ha un ripensamento e una conversione profonda riconoscendo la divinità di quell’uomo che aveva visto crocefisso ha suscitato, evidentemente, interesse; di qui, verosimilmente, l’esigenza di conoscere meglio tale personaggio dandogli anche un nome (Longino da λόνχη, in greco lancia, l’arma con cui è descritto nei Vangeli e raffigurato anche in affreschi molto antichi) e inserirlo in una storia a partire, addirittura, dalla nascita di Gesù lo dobbiamo allo scrittore Pseudo Esichio del quale possiamo leggere due omelie scritte in lingua greca.

Nel tuo studio studi e traduci in italiano dei documenti particolari: ce ne parli?
Sono le fonti nelle lingue greca e latina giunte fino a noi che direttamente narrano della storia di Longino. Nei Vangeli canonici e in quelli apocrifi troviamo il personaggio e l’episodio ai piedi della Croce, nelle omelie dello Pseudo Esichio la sua storia e il suo incontro con Gesù. Leggermente diversa la passio latina ma comunque volta a dare un contesto, uno svolgimento, una biografia a Longino.

Longino ed Esuperanzio di Cingoli: quali sono le somiglianze e le differenze del metodo di studio seguito in questi due tuoi saggi?
A partire dai testi agiografici si allarga il campo della ricerca utilizzando riferimenti ad altre agiografie, ricostruendo, fin dove possibile, il quadro storico studiando i testi pervenuti dal punto di vista paleografico-codicologico, vagliando riferimenti pittorici e artistici in generale. Utilizzando, cioè, le discipline storiche e letterarie per poterci avvicinare ricostruendo, quanto più possibile, il contesto sociale, religioso, culturale dove sono nate e si sono sviluppate tali legendae, sempre, però, tenendo presente lo stato attuale delle nostre conoscenze.

Il culto delle reliquie ha tutta una propria storia che sarebbe lungo qui trattare. Però su una cosa ci possiamo soffermare. Pare che Hitler fosse ossessionato dalla «Lancia sacra» di Longino: secondo lui chi possedeva questa reliquia sarebbe stato invincibile e avrebbe potuto conquistare il mondo. Cos’è, secondo te, che spinge gli uomini (e qui parliamo di Hitler, mica di uno qualsiasi) a credere a queste cose?
Dovremmo aprire un’ampia parentesi sul fascino dell’esoterismo, delle dottrine segrete sull’uomo e sul delirio di onnipotenza e la smania di possedere potenti oggetti dal potere occulto, talismani, per dominare le masse che, a quanto pare, il nazismo e Hitler in particolare, cercavano di ottenere; ci porterebbe lontano…

L’attribuzione di tanto grande potere alla lancia di Longino, oggetto con una storia così antica, con una forma particolare (a punta, importante per un talismano, ed è, per giunta, anche un’arma), collegato direttamente a Gesù Cristo, risale ai primi secoli del cristianesimo. Potrei citare, fra le diverse pubblicazioni che studiano proprio i rapporti fra la lancia e Hitler, un paio di libri dall’opinione opposta The spear of destiny di Trevor Ravenscroft (edito a Londra nel 1972, tradotto in italiano con il titolo Hitler e la lancia del destino. Il potere esoterico dell’arma che trafisse il costato di Cristo per le Edizioni Mediterranee) e El cordón dorado di Miguel Serrano Fernàndez (edito a Santiago del Cile nel 1980).

Abbiamo attestazioni di amuleti e talismani praticamente da sempre: contenuti negli arredi funebri, dipinti, miniati e quant’altro. Certamente testimonia un’esigenza di protezione ulteriore, di una funzione apotropaica rispetto alle varie difficoltà della vita; qui, poi, c’è anche la precisa volontà di utilizzare un potente talismano per conquistare, per essere invincibile e avere potere sulle masse.

Tu sei anche appassionato di musica classica: tra le varie Passioni di Cristo musicate dai grandi compositori del passato quale, secondo te, sarebbe una sorta di colonna sonora per il tuo libro su Longino?
Di primo acchito mi viene in mente la «Passione secondo Matteo» di Johan Sebastian Bach, ma belle e coinvolgenti, purtroppo meno conosciute, sono «Le cinque composizioni sulla Passione» di Antonio Vivaldi e vedrei attinente, anche se solo per una parte della vita di Longino, lo «Stabat Mater» di Gioacchino Rossini.

Dalla musica classica a quella moderna (anche per conoscerti un po’ meglio al di là dell’ambito accademico): quali sono le canzoni che ti piacciono di più?
Ascolto spesso la musica sia quando studio e lavoro sia quando mi rilasso un po’; difficile fare un elenco… breve! Aiutandomi con il contatore del programma per la musica del computer risultano, nel tempo, più frequentemente ascoltati questi titoli:

  • Landslide di Olivia Newton-John (dall’album «Physical»);
  • Instrument of peace di Olivia Newton-John (dall’album «Grace and gratitude renewed»);
  • Il Maestro di Renato Zero (dall’album «La curva dell’angelo»);
  • Live on di Olivia Newton-John (dall’album «Liv on»);
  • Centro di gravità permanente di Franco Battiato (dall’album «La voce del padrone»);
  • Twist of Fate di Olivia Newton-John (dall’album «Two of a kind»);
  • L’uomo volante di Marco Masini (dall’album «Masini»);
  • Orinoco flow di Enya (dall’album «Watermark»);
  • To love somebody di Michael Bublé (dall’album «To be loved»);
  • Fatti avanti amore e Se telefonando di Nek (dall’album «Prima di parlare»);
  • Mediterranea e Too bad you’re so beautiful dei Duran Duran (dall’album «All you need is now»);
  • Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi.

Ultimamente, mi è piaciuta la musicalmente allegra e solare canzone Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani dall’interessante sottotesto (mi ha ricordato i testi di Franco Battiato e Giusto Pio).

I tuoi film preferiti?
Anche qui debbo escluderne molti… Facendo un mini-elenco: Grease, Molto rumore per nulla, Mangia, prega, ama, Interstellar, Ma papà ti manda sola?, Ti sposo ma non troppo, Hollywood ending.

Hobby?
Sì, diversi: leggere, prendermi cura delle piante, uscire con gli amici, cucinare.

Cucinare?
Lo trovo rilassante: torte, pasta fatta in casa, pane… Almeno una torta alla settimana, quando possibile, per la colazione del mattino!








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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)