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pubblicato lunedì, 27 febbraio 2017 da Graphe.it in Racconti e testi
 
 

Carnevale a Venezia. Un racconto

Carnevale a Venezia. Un racconto
Carnevale a Venezia. Un racconto

Una pioggia di coriandoli cade sui miei capelli. Mi piace, mi è sempre piaciuto questo librarsi nell’aria di mille piccoli pezzi di carta colorata, fa allegria, invita al «carpe diem».

Venezia è piena di gente, troppa gente, si procede come sul GRA in un giorno di pioggia nell’ora di punta, l’unica differenza è che si è a piedi, non in macchina.

In piazza san Marco sfilano maschere bellissime, vestiti di broccato con ori e pietre preziose, ma mi colpiscono soprattutto i volti, i volti bianchi che celano gli sguardi; sono belli e inquietanti: chissà chi si nasconde sotto quella facciata di gesso, il mistero mi dà un brivido di paura e nello stesso tempo di piacere.

Quando mi è possibile, mi fermo e li osservo attenta, per domandarmi ancora chi si celi dietro quelle figure enigmatiche: un bel ragazzo o un brutto vecchio? Una sirena o una befana?

A un tratto, avverto una sensazione strana, come se qualcuno mi spiasse silenzioso. Mi volto, non vedo nessuno in particolare. Proseguo nella passeggiata, ma mi è rimasta addosso la percezione sgradevole di essere seguita.

Volutamente svolto per le calli che so essere poco frequentate, forse così riuscirò a capire se c’è veramente qualcuno che mi segue o se è solo un frutto della mia fantasia. Le strade strette e buie sono quasi deserte, gli schiamazzi arrivano da lontano assieme alle voci, alla musica, ma qui non c’è nessuno oltre me e la tensione si allenta.

All’improvviso due braccia mi circondano la vita, non è una presa violenta ma quasi un abbraccio e due labbra mi sfiorano la nuca!

Rimango immobile, muta, paralizzata dal terrore.

Dopo un attimo le braccia sciolgono la stretta e mi lasciano andare.

Finalmente posso girarmi, vedo un volto sorridente forse fatto di cartapesta, e una mano mi manda un bacio. La figura mascherata scappa e io la guardo fuggire via…

Mi accascio su un gradino e piango disperatamente.

Poi mi accendo una sigaretta e lascio vagare nell’aria, tra la pioggia di coriandoli, la mia mente vuota.

Carnevale a Venezia è un racconto di Madama la Marchesa
allieva del corso di scrittura narrativa che Susanna Trossero tiene a Ostia – Roma
presso l’associazione Fo.Ri.Fo.

Foto | Pixabay








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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)