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pubblicato mercoledì, 8 marzo 2017 da Roby in Mondolibri
 
 

Libri su come capire le donne

Come capire le donne
Come capire le donne

Oggi è l’8 Marzo e universalmente si festeggia la Giornata internazionale della Donna. Una giornata che una volta era molto seria, mentre adesso è poco più che l’ennesima occasione per fare soldi con merchandising di infima qualità e dubbio gusto.

Ma oggi c’è anche internet, con l’ironia che contraddistingue questo mondo, pronto a dissacrare anche le ricorrenze più elevate con disegni e vignette che farebbero inorridire le nostre nonne. La più bella che ho ricevuto stamattina era un fumetto di Mafalda che recitava così: «Ogni anno due milioni di rametti di mimosa vengono distrutti per la Festa della Donna. Uomo, ferma questo scempio: regala un diamante!». Ci ridiamo, ma non c’è nulla di più vero: al di là delle moderne istanze ecologiste, i desideri di noi donne sono rimasti quelli dell’epoca di Marilyn Monroe. Anche perché le mimose tra due giorni appassiscono, mentre un diamante è per sempre.

Comunque io voglio rilanciare e dire: uomini, in questa giornata regalate anche qualcosa a voi stessi, fatelo per la sopravvivenza, comprate un libro che vi aiuti a decodificare meglio lo strano essere accanto al quale dormite, mangiate e vivete ogni giorno, che sia una mamma, una fidanzata, una moglie, una sorella o una figlia.

Cinque libri su come capire le donne

Ecco, quindi, i migliori libri su come capire le donne.

«Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere» di John Gray

Best-seller mondiale, costantemente in classifica tra i libri di psicologia più venduti, lo consiglio agli uomini più volenterosi. Affronta con leggerezza e parole comprensibili a tutti, le differenze tra uomo e donna, nel modo di comportarsi, di reagire alle situazioni di difficoltà, in pratica di amarsi. Ad esempio quando la coppia incontra un problema, è probabile che il maschio si rinchiuda nel silenzio della sua «caverna»; la femmina, al contrario, ha bisogno di confrontarsi, interagire, esternare… ma allora, direte voi, il dialogo e la comprensione reciproca sono possibili? Lo scoprirete solo leggendo!

«I love shopping» di Sophie Kinsella

La saga britannica che ha per protagonista la simpatica Rebecca, shopping-dipendente, è lunghissima, quindi ognuno potrà pescare da questa lunga collana la perla che preferisce, a seconda del momento della vita che sta vivendo (ad esempio c’è I love shopping in bianco oppure I love shopping per il baby…). Ovviamente il personaggio è una caricatura della proverbiale tendenza delle donne ad avere le mani bucate, alla scusante eternamente presentata dello shopping terapeutico, con le sue carte di credito falsamente smarrite, gli esattori fiscali furbescamente evitati, ma tutte noi ci riconosciamo, almeno un po’, in quella ragazza che proprio non sa resistere a una svendita da Burberry… va da sé, poi, che ognuna ha il proprio debole, che siano scarpe, foulard, borse oppure, come me, orecchini.

«Colazione da Tiffany» di Truman Capote

Il celebre scrittore ha ritagliato il personaggio di Holly esattamente sulla personalità di Marilyn Monroe (anche se poi protagonista del film che ne fu tratto fu una superba Audrey Hepburn) capricciosa e al tempo stesso sensibile, ingenua ma furbissima, eternamente infelice perché sempre alla ricerca del suo posto nel mondo. Holly conduce una vita sregolata, fatta solo di mondanità, lusso e accompagnamenti con uomini ricchissimi. Ma poi, inevitabilmente, ogni mattina all’alba l’incantesimo finisce e lei torna nel suo buco di casa passando davanti alla celebre gioielleria del titolo, di cui si ferma ad ammirare la vetrina, con in mano un bel caffè caldo. La sua esistenza non è solo quella di molte donne di allora (come di oggi), ma anche metafora di un certo tipo di cultura frivola e consumistica, di un mondo di lustrini che come ti tocca ti divora, forse all’epoca soltanto americano, ma oggi direi globale. E che minaccia ognuno di noi.

«Il diavolo veste Prada» di Lauren Weisberger

Andrea, ventitré anni, nel cassetto una laurea e un grande sogno: quello di diventare scrittrice. Così finisce alle dipendenze (e sotto le grinfie) di Anna Wintour, la direttrice di Vogue America da cui ha molto da imparare ma dalla quale deve fare attenzione a non essere distrutta. Perché la Wintour è l’emblema della degenerazione del femminismo, di quelle donne che hanno voluto e vogliono ostinatamente sostituirsi agli uomini, nei posti dove si detiene il potere economico e in un attimo anche ai vertici del mondo, dimenticando la ricchezza della diversità che la natura ci ha donato, come la possibilità di essere madre, l’unico vero potere che conta.

«Il diario di Bridget Jones» di Helen Fielding

Caposaldo di una chick lit che contribuì a rivalutare (alla faccia dei romanzetti alla Harmony, non me ne voglia…) è la godibilissima autobiografia di una trentenne single londinese circondata da uno stuolo di amici che le fanno da famiglia. Al di là dell’innata quanto voluta comicità di un personaggio opportunamente goffo, con qualche chilo, qualche bicchiere e qualche sigaretta di troppo, il libro, con un sorriso, mostra la fragilità dell’animo femminile, spesso troppo dedito a inseguire la volontà degli altri piuttosto che la propria. Solo quando Bridget se ne accorgerà e deciderà di soddisfare solo se stessa, si trasformerà da brutto anatroccolo in cigno.

Foto | Pixabay








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Roby