0
pubblicato venerdì, 10 marzo 2017 da Mariantonietta Barbara in Racconti e testi
 
 

Donne al supermercato, un racconto

Donne al supermercato: un racconto
Donne al supermercato: un racconto

«Pop corn al cioccolato» commentò perplessa Rob rigirandosi il sacchetto tra le mani e osservandolo con un misto di amore e sofferenza. Quanto le sarebbe piaciuto metterli nel carrello della spesa, quanto le sarebbe piaciuto aprire quel pacchetto lì nel supermercato e assaporare un soffice chicco, lasciarlo sfaldarsi e rilasciare il sapore del cacao nella sua bocca.

«Ti prego, ti prego, ti prego!» aveva ululato sua sorella, rincorrendola nel parco.
«Non sono una cavia.»
«Ti prego, ti prego, ti prego. Fallo per me.»
«Mi stai perforando i timpani. Non hai quindici anni, santo cielo. Sei una professionista!»
«Non ancora. Sarò una vera professionista quando avrò dei clienti che mi chiamano per un appuntamento e come faccio ad avere dei clienti se nessuno sa come lavoro?»
«Non mi metterò a dieta per te.»
«Non è una dieta, come devo dirtelo? È un diverso approccio alla nutrizione. Io ti peso, ti misuro, valuto le tue analisi mediche e studio un piano alimentare che seguirai per tre mesi, non di più.»
«Mi farai morire di fame.»
«Ma no.»
«Mi rifilerai pesce in bianco e verdure al vapore.»
«Una volta ogni tanto…»
«Mi toglierai la cioccolata!»
«Ti lascerò quella fondente… ti pregotipregotiprego.»

Così da due mesi e mezzo aveva perso il piacere di fare la spesa. Certo, erano spariti anche quattro chili e si erano assottigliate le maniglie dell’amore, ma una tristezza sottile aveva avvolto le sue serate come una pellicola trasparente. Non c’erano più avanzi nel frigorifero: tutto era misurato e senza condimento. Solo quindici giorni si ripeteva Ancora due settimane e poi sarò libera. Ma c’era quel mucchietto di pop corn che le parlava, le sussurrava dolci parole e anche qualcos’altro, si rese conto: incastrato nelle alette di cartone che proteggevano il prezioso sacchetto c’era un biglietto. Lo aprì e lesse:

  • farfalle
  • panna
  • salmone
  • prosecco
  • fragole
  • insalata belga
  • prezzemolo
  • noci

Era la tentazione di fine percorso, secondo sua sorella. L’aveva avvisata: «Quando meno te lo aspetterai, ti verrà voglia di mandare tutto all’aria, ma tu non devi cedere. Non devi mollare. Resisti. Sii forte.» Ma davanti ai suoi occhi il volto della nutrizionista di famiglia svaniva e montavano in primo piano il salmone al cartoccio, le fragole bagnate nel prosecco, manciate di noci succulente. Rigirò il carrello, si riposizionò all’entrata del supermercato e cominciò un lavoro ipnotico e godurioso: rimetteva a posto il cibo acquistato e lo sostituiva con quello della lista che il destino le aveva fatto incontrare. Mentre esaminava i ripiani della pasta si accorse di un volto familiare accanto a sé. Quella donna, vestita con un abbigliamento sobrio, che però non riusciva a nascondere la curva del seno e quella piena del sedere, la stava accompagnando in ogni passaggio. La osservò incuriosita e il suo sguardo venne subito ricambiato.

«Ci siamo già viste» disse la sconosciuta con un tono a metà tra l’affermazione e la domanda.
«Sembra anche a me, ma dove?»
«Al reparto frutta, davanti alle fragole. Sono meravigliose, vero?»
«Già» rispose Rob, provando una sottile eccitazione che la sconcertava. Erano le fragole, sicuramente, non certo la donna che aveva davanti. Lei sobbalzava solo di fronte a elementi del sesso maschile, specialmente quelli barbuti, se possibile dotati anche di qualche tatuaggio.
«Se non fosse impossibile, direi che abbiamo la stessa lista della spesa. Le confrontiamo?»
«A dire la verità, la lista non è mia.»
«Fa la spesa per qualcun altro?»
«Promette di non prendermi in giro se glielo dico?»
«Va bene.»
«Ho trovato questa lista della spesa in uno dei sacchetti di pop corn al cioccolato.»
«Interessante. Quindi hai deciso di vivere la cena di qualcun altro.»
«Si potrebbe dire così, in effetti.»
«Devi comprare anche del vino?»
«Sì, un prosecco.»
«Se vuoi ti aiuto a scegliere. Non sono proprio un’esperta, ma, sai, i miei sono produttori di uva. Mi chiamo Daria.»
«Io sono Roberta.»
«I tuoi capelli sono lisci di natura?»
«I miei spaghetti intendi? Sì, ce li tramandiamo da generazioni.»
«Sempre meglio del cespuglio che mi ritrovo in testa io.»
«Perché dici così? Secondo me hai dei capelli bellissimi» e dicendolo abbassò lo sguardo e si accorse di averlo fatto e si sentì in imbarazzo e avvampò.
«Ti senti bene? Sei diventata tutta rossa?»
«Mi sento solo un po’ accaldata.»
«Togliti la giacca e il foulard, qui dentro fa molto caldo.»

Mentre si sfilava la sciarpa dal collo, provò un brivido, come se si stesse togliendo tutti gli abiti che aveva indosso. Percepì il proprio collo nudo e osservò curiosa le labbra della sua compagna di spesa.

«Devo prendere le noci prima del prosecco.»
«Sono proprio accanto a te» disse Daria indicandole «ne prendi una confezione anche per me? Grazie.»
Roberta eseguì silenziosamente e nel passarle il sacchetto le sfiorò involontariamente le dita.

«Si sta facendo tardi. Se non mi sbrigo non farò in tempo a cucinare la cena.»
«Ti aspetta qualcuno?»

No, in effetti non c’era nessuno a casa. Nessuno che l’aspettava, nessuno che avrebbe telefonato per invitarla a uscire.

«Cucino solo per me. Tu?»
«Anche io. Magari stasera, visto che stiamo comprando le stesse cose, potremmo cenare insieme.»
«Potremmo» esitò Roberta.
«Io abito proprio dietro l’angolo. Ecco perché sono così tonda, ci metto poco tempo ad assecondare i miei desideri alimentari.»
«Io non assecondo mai i miei desideri.»

Roberta spinse velocemente il carrello verso le bottiglie di vino e frenò un attimo prima di travolgere la fila dei Pinot.

«Se non ti va non importa, sai. Era solo un’idea come un’altra.»
«In fondo è una buona idea.»
«È deciso allora. Prendiamo il dolce?»
«D’accordo» sorrise Roberta «violare per violare le regole, tanto vale che io ceda anche a una mousse al cioccolato».

Foto | Jorah Mormont








Potrebbe interessarti anche…

Mariantonietta Barbara

 
Editore digitale con il marchio Lazy BOOK e web writer, ha vissuto in Puglia, a Roma e in Veneto, dove risiede. Ha scritto per diverse testate di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.