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pubblicato lunedì, 13 marzo 2017 da Roby in Mondolibri
 
 

Cosa leggere in un pomeriggio noioso

Cosa leggere in un pomeriggio noioso
Cosa leggere in un pomeriggio noioso

«Una generazione che non riesce a tollerare la noia è una generazione di uomini piccoli, nei quali ogni impulso vitale appassisce». Così scriveva Bertrand Russell nel suo La conquista della felicità e i più recenti studi scientifici in materia dimostrerebbero che aveva ragione: la noia – troppo spesso indicata come causa scatenante di disturbi dell’autocontrollo quali la bulimia o la ludopatia – in realtà è uno stato fisiologico (ma sempre più raro, ahinoi) del nostro cervello che ha bisogno di ricaricarsi, una specie di fase di stand by necessaria a rilanciare i processi creativi. Guai, quindi, a combatterla a ogni costo bombardandoci di stimoli provenienti da computer o smartphone, ma riappropriamoci di questa condizione esistenziale imbracciando un buon libro e stendendoci sul divano. Cosa leggere in un pomeriggio noioso? Certamente dipende dai vostri gusti personali, ma anche dall’atteggiamento che volete tenere nei confronti dell’atto dell’annoiarsi.

Ecco cosa leggere in un pomeriggio noioso

  • L’arte di sconfiggere la noia di Soren Kierkegaard. Se mi permettete, il titolo di questo saggio del grande filosofo danese non è del tutto corretto: letto così, infatti, l’autore sembra essere uno strenuo oppositore dello stato d’animo in questione. Invece, nel suo ragionamento che parte dal presupposto che tutti gli uomini siano noiosi e che è dunque inevitabile restare vittime della noia nella propria vita, ci invita a sviluppare alcune virtù che aiuterebbero a condurre un’esistenza meno noiosa, con il risultato di ottenere, guarda caso, una vita più creativa.
  • Noia e apatia di Ralph Greenson. Ammetto che mi sfugge completamente il motivo per cui uno, nel momento stesso in cui si annoia, dovrebbe avvicinarsi a un libro con questo titolo, vi diciamo subito che si tratta di un saggio psicoanalitico che osserva questi due atteggiamenti definiti universali, cioè potenzialmente compresi e provati da tutti gli uomini. Attraverso la sperimentazione e l’esperienza clinica, poi, l’autore arriva a considerarli stati dell’anima equiparabili al bisogno di affetto e di attenzione da parte dell’altro.
  • Non buttiamoci giù di Nick Hornby. Quando la noia arriva livelli intollerabili da vagheggiare il suicidio, o meglio, quando si è abbastanza sani di mente da sdrammatizzare anche le situazioni più drammatiche, allora un libro pieno di humor è quello che ci vuole. Questo narra la storia di quattro personaggi che la notte di un ultimo dell’anno si ritrovano sul tetto di un grattacielo di Londra con il condiviso intento di suicidarsi. E invece fanno amicizia, iniziano a raccontarsi e scoprono insieme che il loro progetto non era poi così sentito…
  • La noia di Alberto Moravia. Al di là della vicenda narrata in uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana contemporanea, nella corrente esistenzialista e non solo, io prenderei spunto proprio dal passatempo che il protagonista Dino assume per combattere il suo stato d’animo depresso (non parlo della pittura) e vedrete che nella realtà avrà benefici ben diversi… comunque è il monologo di questo giovane dell’alta borghesia romana che decide di andare a vivere nel suo studio da pittore per combattere, appunto, la noia, ma scopre che dipingere non gli basta, e così si trova un amate, la bella Cecilia, donna spregiudicata e un tantino amorale che saprà stuzzicarlo tanto da invischiarlo in qualcosa di più di un semplice svago dei sensi.

Che titolo avete scelto?

Ora, in base al titolo che avete scelto per rispondere alla nostra domanda iniziale, e cioè cosa leggere in un pomeriggio noioso, vedete se vi riconoscete in uno dei seguenti profili ai quali avevo pensato selezionando le opere: il classicone, l’irriducibile pessimista, il combattente con humor, quello che comunque pensa a una cosa sola. Non ci siamo? Vabbè, ci abbiamo provato, ma i nostri consigli restano validi. Un’ultima cosa. Ora non provate ad annoiarvi apposta, eh, perché anche qui la scienza parla chiaro: non si può.

Foto | Di Ardizzone, Edward Jeffrey Irving [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roby