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pubblicato domenica, 19 marzo 2017 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

La Giornata internazionale della felicità: tu sei felice?

Giornata internazionale della felicità
Giornata internazionale della felicità

Ambizioso progetto quello lanciato dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni unite nel 2012. L’ONU infatti ha stabilito che il 20 marzo di ogni anno si celebri la Giornata internazionale della felicità.

L’Assemblea generale dell’ONU si è mossa in base a tre considerazioni per istituire tale Giornata. Prima di tutto è partita dalla consapevolezza «che la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità». Poi ha riconosciuto che la felicità e lo stare bene sono «obiettivi e aspirazioni universali nella vita degli esseri umani di tutto il mondo» ed è necessario che essi «vengano riconosciuti negli obiettivi delle politiche pubbliche». Infine ha anche preso coscienza che un «approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica» è necessario per promuovere «lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone».

L’invito dell’ONU nel proclamare il 20 marzo come Giornata internazionale della felicità è rivolto a tutto il mondo. L’esortazione è a celebrare questo evento «anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica».

Alle origini della felicità (non solo per la Giornata internazionale della felicità)

Tra libri e frasi sulla felicità, una riflessione sull’origine della parola felicità è interessante. Riflessione che non vale solo per la Giornata internazionale della felicità.

Il termine felicità deriva da felice che, a sua volta, si rifà a un verbo poco usato quale è feo (in greco phyo). Tale verbo vuol dire «produco» e quindi, per estensione «fecondo». In questo senso è rimasto in alcune espressioni, come, per esempio, «terra felice» per dire «terra feconda». Essere felici, quindi, è sì un qualcosa che si sperimenta in prima persona con l’avere qualcosa (non necessariamente concreta) che appaga i propri desideri. Ma è anche un qualcosa che va al di là. Si è felici se si è fecondi, cioè se si può portar vita (non parliamo qui di gestazione in senso stretto, sia chiaro). In altre parole: sei felice, se puoi generare felicità; sei felice se riesci a far nascere felicità nelle persone che incontri.

Foto | Pixabay








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.