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pubblicato mercoledì, 22 marzo 2017 da Luigi Milani in Recensioni
 
 

Alla riscoperta dell’arte di Giacomo Balla

Giacomo Balla, Un'onda di luce
Giacomo Balla, Un'onda di luce

Siamo abituati da sempre ad associare il nome di Giacomo Balla al movimento futurista. E indubbiamente le sue opere più note appartengono a quel movimento artistico, di cui fu esponente tra i più convinti e radicali.

Tuttavia sarebbe estremamente riduttivo considerare Balla «solo» un futurista: al contrario, il suo percorso artistico è ben più articolato e sfaccettato.

Dagli inizi pionieristici ai primi dello scorso secolo, quando l’artista trae ispirazione dal divisionismo e dalle tecniche fotografiche, passando poi per gli studi sulle dinamiche del movimento e della velocità, tipiche del Futurismo, fino al periodo della tarda maturità che vede il ritorno a rappresentazioni di stampo realistico – ma pur sempre «alla Balla» – di temi come l’amato paesaggio romano, del ritratto e della famiglia.

È proprio quest’ultima fase che fino a pochi decenni fa critici e studiosi avevano sommariamente liquidato come un periodo di ripiegamento e di stanchezza creativa. Ma si tratta di un’interpretazione sommaria se non scopertamente superficiale, considerando l’elevato livello qualitativo di tali opere.

È inoltre possibile individuare una costante nella vasta produzione di Balla, dagli inizi sino agli ultimi lavori: l’utilizzo magistrale della luce come nucleo fondante dell’immagine. Non a caso il titolo della mostra prende le mosse dall’omonima opera del 1943, Un’onda di luce, che evidenzia subito, a colpo d’occhio, il tipo di approccio utilizzato da Balla, che di nuovo si rifà a tecniche mutuate dall’ambito fotografico.

Pregio indiscusso della mostra in corso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma a cura di Stefania Frezzotti, è quello di esporre per la prima volta in un unico corpus opere provenienti dall’intero percorso artistico di Balla, consentendo quindi di superare certe ristrettezze critiche del passato.

La mostra rimarrà aperta, a meno di un’auspicabile proroga, sino a domenica 26 marzo 2017: consiglio dunque di affrettarsi a visitarla. Ne vale davvero la pena.

Giacomo Balla. Un’onda di luce
21.02.2017 — 26.03.2017
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti 131
00197 Roma

Foto | Giacomo Balla, Un’onda di luce, 1943 • © Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma


Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








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