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pubblicato domenica, 16 aprile 2017 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Lenta la morte: una poesia di Alda Merini per Pasqua

Lenta la morte: una poesia di Alda Merini per Pasqua
Lenta la morte: una poesia di Alda Merini per Pasqua

Felice Pasqua alle amiche e agli amici della Graphe.it edizioni e di GraphoMania. Ci auguriamo che questa Pasqua porti pace nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, sul posto di lavoro e nel mondo.

I nostri auguri pasquali si traducono in poesia. Quest’anno prendiamo in prestito i versi di Alda Merini. L’opera è Cantico dei Vangeli che si apre proprio con dei versi pasquali. Scrive l’autrice in apertura di libro:

Fuggirò da questo sepolcro
come un angelo calpestato a morte dal sogno,
ma io troverò la frontiera della mia parola.
Addio crocifissione,
in me non c’è mai stato niente:
sono soltanto un uomo risorto.

Cantico dei Vangeli si conclude con un’altra poesia sulla risurrezione: Lenta la morte.

Lenta la morte: poesia pasquale di Alda Merini

Alda Merini fa precedere la poesia Lenta la morte dal passo evangelico (Gv 20,15-18) in cui si racconta dell’incontro tra Gesù risorto e Maria di Màgdala:

Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Segue la poesia, tutta giocata sul significato della «pietra». La poesia si conclude con gli stessi versi con i quali il libro si apriva.

Lenta la morte

Lenta la morte
come un lago pieno di sogni.
Ma Dio vede al di là delle pietre,
vede al di là dei sepolcri.
Per anni creatura di Dio
sono stato chiuso nell’argilla del corpo,
per anni sono stato pietra,
ma con tante voci nel cuore.
E come non conosco le pietre dell’universo?
Allungo la mano e sollevo tutto il Calvario,
in uno spasimo di luce.
Chi mi ha perseguitato?
Dove sono i miei persecutori?
Dov’è il grembo materno?
E dov’è il fiat di mia madre?
Una pietra.
Il Figlio di Dio ha creato con la resurrezione
il cammino degli angeli.
Addio,
addio terra infingarda,
le radici di Dio sono nel mio volto:
lo scaveranno
e diventerà radioso.
Fuggirò da questo sepolcro
come un angelo calpestato a morte dal sogno,
ma io troverò la frontiera della mia parola.
Addio crocifissione,
in me non c’è mai stato niente:
sono soltanto un uomo risorto.

Foto | Art and Picture Collection, The New York Public Library. «May thine be a happy Easter». The New York Public Library Digital Collections. 191




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)