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pubblicato domenica, 23 aprile 2017 da Roberto Russo in News culturali
 
 

Chi è Kuki Gallmann, la scrittrice italiana ferita in Kenya

La scrittrice Kuki Gallmann
La scrittrice Kuki Gallmann

Kuki Gallmann è nata a Treviso il 1 giugno 1943 e ha frequentato Scienze Politiche a Padova. Innamorata dell’Africa, si è trasferita in Kenya nel 1972 con suo marito Paolo e suo figlio Emanuele e ha acquisto una proprietà Great Rift Valley, proprietà che poi stata trasformata in parco per la salvaguardia degli animali in pericolo. Sia suo marito che il figlio sono morti in tragici incidenti nel giro di pochi anni. Cinque mesi dopo la morte di suo marito ha dato alla luce la figlia Sveva.

Kuki ha deciso di rimanere in Kenya e fare la differenza: ha scelto di lavorare nella conservazione del patrimonio ecologico fin dai primi anni Ottanta ed è diventata cittadina kenyota. In memoria di suo marito Paolo e di suo figlio Emanuele, nel 1984 ha fondato la Gallmann Memorial Foundation che promuove la salvaguardia dell’ambiente, la convivenza tra persone e natura in Africa ed è attiva sul versante dell’educazione, nel rispetto della biodiversità, nella protezione degli habitat naturali, come anche nella lotta alla povertà e nell’offrire servizi sanitari. La Fondazione lavora molto con gli studenti, che, gratuitamente, possono approfondire i loro studi.

I libri di Kuki Gallmann

Kuki Gallmann ha pubblicato cinque libri, tutti bestseller. Il primo, la sua autobiografia, è del 1991 e ha per titolo Sognando l’Africa, da cui nel 2000 è stato tratto il film omonimo con Kim Basinger. La regia è stata di Hugh Hudson. Il romanzo, pubblicato in Italia da Mondadori, così comincia (traduzione di Roberta Rambelli e Kuki Gallmann):

Spesso, nell’ora del giorno in cui l’erba della savana si vena d’argento, e pallido oro orla i profili delle colline, coi miei cani guido fino al sommo del Mukutan, per guardare il tramonto al di là del lago, e le ombre della sera discendere sopra le valli e pianure dell’altipiano di Laikipia. Qui, all’estremo confine della grande Rift Valley, come una sentinella sul precipizio, cresce un albero d’acacia curvato da venti senza tempo.
Quell’acacia è mia amica, e siamo sorelle.

Di questo suo libro ebbe a dire:

È stato una catarsi. Non avevo intenzione di pubblicarlo. Lo scrissi per me, per mia figlia così che potesse capire cos’era accaduto, vedere con i miei occhi un padre che non aveva conosciuto, essendo nata qualche mese dopo la sua morte, e un fratello che aveva adorato. Lo scrissi per Paolo e per Emanuele per onorare la loro memoria. Un amico inglese, editore, mi convinse a pubblicarlo. Mi disse che altri genitori forse sarebbero stati aiutati dal mio atteggiamento positivo nel reagire alle tragedie. Allora mi sembrava impossibile. Ma si è rivelato vero.

Gli altri suoi libri sono Notti africane (1994), Il colore del vento (poesie, 1995), La notte dei leoni (1998, con varie fotografie) ed Elefanti in giardino (2001).

L’attentato del 23 aprile 2017

Il 23 aprile 2017, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, Kuki Gallmann è stata ferita allo stomaco da colpi di arma da fuoco mentre stava pattugliando la sua tenuta. In precedenza anche sua figlia Sveva era stata presa di mira da colpi di arma da fuoco, ma si era salvata.

Foto | Screenshot da YouTube




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.