0
pubblicato lunedì, 1 maggio 2017 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

1 maggio, festa del lavoro: poesie di Wisława Szymborska e Grigore Vieru sul curriculum vitae

1 maggio, festa del lavoro: le poesie Wisława Szymborska e Grigore Vieru sul curriculum vitae
1 maggio, festa del lavoro: le poesie Wisława Szymborska e Grigore Vieru sul curriculum vitae

Il 1 maggio si celebra la festa del lavoro. Ogni anno la si festeggia e ogni anno si constata che di lavoro ce n’è sempre di meno, checché ne dicano i politici. E quello che c’è viene pagato poco.

Per la festa del lavoro di quest’anno non vogliamo dimenticarci di quanti, giovani o meno giovani, lo cercano questo benedetto lavoro e passano le loro giornate a spedire il proprio curriculum vitae. Lo facciamo dal nostro punto di vista, cioè attingendo alla poesia.

Il curriculum vitae secondo Wisława Szymborska

Wisława Szymborska, Nobel per la letteratura nel 1996, ha una poesia dal titolo Scrivere il curriculum (tratta da La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani, Adelphi 2009).

Cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.

È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

E quello secondo Grigore Vieru

Anche Grigore Vieru (1935-2009), poeta moldavo che noi della Graphe.it edizioni abbiamo pubblicato nell’antologia bilingue italiano / romeno Orfeo rinasce nell’amore, ha una poesia dal titolo Formulario, molto simile al curriculum vitae che spesso chi è in cerca di lavoro compila. Ecco la poesia:

– Nome e cognome?
– Io.

– Anno di nascita?
– L’anno più giovane:
quando si amarono
i miei genitori.

– Stato sociale?
– Aro e semino
quella collina vicino ai boschi.
conosco tutte le doine.

– Professione?
– Mi affatico nella miniera delle parole.

– Genitori?
– Ho solo la madre.

– Nome della madre?
– Madre.

– Che occupazione ha?
– Aspetta.

– Sei stato mai giudicato?
– Sono stato rinchiuso per qualche anno:
in me.

– Hai parenti all’estero?
– Sì. Mio padre. Sepolto
in terra straniera. L’anno 1945.

Nota Olga Irimciuc, curatrice e traduttrice dell’opera di Vieru:

Costruito seguendo il classico schema del dialogo, il testo rifiuta però da subito l’essenza dialogica, in quanto ripropone le domande-chiave di un tipico interrogatorio o di un formulario che doveva essere compilato dai cittadini sovietici interessati a intraprendere un viaggio all’estero. Il rilascio del passaporto, del permesso per uscire oltre i confini dell’URSS e, a volte, anche la vita del richiedente, dipendevano dalla pericolosità di certe risposte. L’io poetico, obbligato a partecipare al noto rituale burocratico, non si ribella in modo evidente, ma accetta tutto come un gioco per scoprire l’infinità di soluzioni che gli può svelare l’universo metaforico. Si creano così delle coppie di domande e risposte, legate da un apparente filo logico, ma appartenenti a registri semantico-referenziali molto diversi. La prima voce è ancorata irreparabilmente nel mondo grigio, ottuso e servile della burocrazia sovietica e, quindi, non sarà mai in grado interpretare una risposta a-tipica. La seconda voce trasmuta nelle parole la complessità di un ricco e contraddittorio universo interiore, cercando i verbi essenziali per definire la propria identità.

Foto | badjonni




Graphe.it

 

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)