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pubblicato mercoledì, 3 maggio 2017 da Roby in Mondolibri
 
 

I migliori libri sulla figura della madre

I più importanti libri sulla figura della madre
I più importanti libri sulla figura della madre

Probabilmente non è una coincidenza che in tutto il mondo o quasi il periodo scelto per festeggiare l’essere mamma è quello della primavera, quando la natura si risveglia a uno dei suoi istinti più naturali, gli alberi si ricoprono di foglie e l’aria si riempie di un inebriante profumo di fiori.

Le origini del giorno più dolce dell’anno, quello della Festa della Mamma ormai imminente, sono anglosassoni: la quarta domenica di Quaresima, infatti, ricorreva la Mother’s Sunday, cioè una giornata in cui a ogni figlio lontano era concesso di tornare a casa per far visita alla propria madre; ma solo da un secolo o giù di lì si tratta di una festa istituzionalizzata in tutto il mondo e celebrata con fiori e cioccolatini… oppure con i libri, come facciamo noi!

Quest’anno abbiamo già parlato dei migliori libri sulla mamma per bambini, comprendendo in essi fumetti e albi illustrati, poi abbiamo ripercorso i libri più famosi sul rapporto madre-figlia. Oggi, invece, trattiamo l’argomento da un punto di vista più distaccato: i più importanti libri sulla figura della madre. Buona lettura.

Sei importanti libri sulla figura della madre

«Le mani della madre» di Massimo Recalcati

M’interessava questo titolo scritto da uno psicanalista uomo (che ha indagato a lungo altrove anche la figura del padre, in verità) che porta come sottotitolo «desideri, fantasmi ed eredità del materno». L’autore analizza il significato dell’essere madre oggi e l’ambivalenza del concetto madre e donna assunto nella società contemporanea. Ne escono ritratti complessi e forse interpretabili solo da esperti, ma il tentativo di guardare con giustizia alle madri attuali è salvo.

«Una madre lo sa» di Concita Di Gregorio

La popolare giornalista racconta venti storie vere di maternità famose, alcune sofferte come le madri di Plaza de Mayo che probabilmente non sapranno mai cosa ne è stato dei loro figli, altre, invece, di vittoria, come l’esperienza di Valentina Vezzali, nuovamente oro a tre mesi dal parto. Un buon tentativo cronachistico di affrontare i diversi modi in cui donne diverse affrontano l’essere madre, con tutte le ombre e le luci, i pregi e i difetti che ognuna di noi si porta dietro e inevitabilmente riversa sui figli.

«Si fa presto a dire madre» di Valentina Furlanetto

Un’altra giornalista, altre storie da narrare, stavolta, però, di persone, mamme qualsiasi, non famose: c’è chi è responsabile della morte del proprio figlio, chi vivrà con lui in carcere fino a quando compirà tre anni, chi è madre affidataria, quindi mamma due volte. Frammenti di vita che commuovono, a volte indignano, il più delle volte creano empatia con le protagoniste che scardinano, uno dopo l’altro, i pregiudizi costruiti intorno al concetto stesso dell’essere madre.

«La madre perfetta» di Kim Edwards

Ancora racconti, ma stavolta di narrativa, e di un autrice da best seller. La protagonista è alta, bionda, impeccabile; non importa che sua figlia Nichola sia nata «dal peccato»: per lei farebbe e fa di tutto, anche sacrificare la propria vita, dopo avergliela data una volta. Per questo va alle manifestazioni antiabortiste, ma tutto nella sua esistenza è apparenza, dietro alla quale si cela un segreto in grado di distruggere in profondità questo mondo idilliaco.

«La madre» di Grazia Deledda

Proseguiamo con un caposaldo della letteratura materna: la madre di Paulo, giovane sacerdote che ha una relazione segreta con la parrocchiana Agnese. Siamo in Sardegna e la custode di questo segreto che in un momento potrebbe sconvolgere la vita di molti è proprio una madre, che nonostante tutto non denuncia il figlio, ma lo protegge, dandogli una grande lezione di vita quando, nonostante tutta la situazione vada a posto, morirà di crepacuore lasciandolo in preda ai sensi di colpa.

«Madre Coraggio e i suoi figli» di Bertolt Brecht

Singolare opera teatrale scritta e messa in scena tra il 1938 e il 1939, si rivelerà una durissima condanna della guerra. Anna è una vivandiera che durante la Guerra dei Trent’anni – nel 1600 – cerca di guadagnarsi da vivere vendendo cianfrusaglie nei territori occupati. Ma se la guerra le dà da vivere, le darà anche la morte, portandosi via i tre figli arruolatisi nell’esercito. Ciò nonostante lei continua i suoi affari diventando una «piccola capitalista»; è una donna coraggiosa e vitale che di sé farà prevalere questi aspetti su quello dell’essere madre, di cui è stata precocemente e violentemente privata.

Foto | Pixabay


Roby

 








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