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pubblicato lunedì, 15 maggio 2017 da Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Carlo Coccioli e lo scandalo «Fabrizio Lupo»

Carlo Coccioli intervistato da TV Svizzera nel 1990
Carlo Coccioli intervistato da TV Svizzera nel 1990

Carlo Coccioli (1920-2003) è uno scrittore che può vantare, a differenza di tanti altri, un background eclettico e un’infanzia movimentatissima, ricca di viaggi e spostamenti. Spostamenti fatti per seguire il padre, ufficiale dell’esercito italiano, impegnato, in quegli anni di sogni coloniali e mire espansionistiche, sul suolo libico. Una prima giovinezza trascorsa, così prima, a Tripoli e Bengasi poi a Firenze e Fiume.

Tuttavia subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, Coccioli, che durante il conflitto era stato un intrepido partigiano, si laureò in lingue e letterature orientali presso l’Università di Napoli. Di questo periodo sono anche i suoi primi tentativi letterari che culminarono con il successo a dir poco clamoroso di Il cielo e la terra del 1950. Un romanzo ambientato durante gli anni bellici e intriso di un profondo sentimento religioso.

Carlo Coccioli e il romanzo «Fabrizio Lupo»

Altro destino toccò invece a Fabrizio Lupo, pubblicato a Parigi due anni dopo. Un lungo racconto che questa volta ha come protagonista un giovane cattolico che si scopre omosessuale. L’opera scritta in francese suscitò, come vi potete immaginare, uno scandalo così grande da costringere Carlo Coccioli a lasciare l’Europa e trasferirsi definitivamente in Messico. Lo scrittore – udite udite – dovette aspettare ben ventisei anni prima di avventurarsi in una traduzione italiana del suo capolavoro. Un fatto che la dice lunga sulla situazione del nostro paese e su quella sua strenua opposizione all’omosessualità.

In Messico Coccioli tuttavia continuò a scrivere (passando con disinvoltura dall’italiano al francese allo spagnolo, curando ogni volta personalmente le traduzioni in queste tre lingue) romanzi di successo come L’erede di Montezuma e soprattutto David, grazie al quale nel 1976 Carlo Coccioli fu in lizza per il premio Campiello.

L’autore, che nel corso della vita si era lasciato alle spalle il cattolicesimo per abbracciare, dopo una lunga parentesi dedicata all’ebraismo, l’induismo si spense a Città del Messico nell’agosto del 2003.

Foto | screenshot da Vimeo


Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).








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