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pubblicato mercoledì, 17 maggio 2017 da Giorgio Podestà in Zibaldone
 
 

Diversi dagli altri: film tedesco del 1919 sull’omofobia

Una scena del film «Diversi dagli altri»
Una scena del film «Diversi dagli altri»

Per la Giornata mondiale contro l’omofobia, parliamo di un film basilare nella storia del rispetto dei diritti umani delle persone LGBT. Diversi dagli altri (in originale: Anders als die Andern) è una pellicola di importanza capitale non solo nella filmografia che tratta d’omosessualità, ma anche nella storia del movimento gay. Il film di Richard Oswald – che data, lo ricordiamo, al 1919 quando ancora imperava il muto – punta il dito contro il famigerato paragrafo 175 della legge tedesca che considerava l’omosessualità un vero e proprio crimine.

Non per nulla Diversi dagli altri si apre con uno dei protagonisti, il musicista Paul Korner, profondamente assorto nella lettura dei necrologi. Necrologi che nascondono diversi suicidi causati dal ricatto, dalla paura di finire dall’oggi al domani in prigione. La storia (come avrete già capito) verte proprio su questo argomento drammatico.

Tuttavia lo spunto per affrontare un tema così spinoso (e doloroso) viene dato dall’amore tra Paul Korner, valentissimo violinista, e un suo giovane ammiratore, Kurt Sivers. Un amore che nasce in sordina e poi esplode in tutta la sua dirompente passione. Naturalmente anche in questo caso il protagonista finisce nella sudicia rete del ricatto. Aiutato però da un medico con una visione progressista dell’omosessualità, Kroner decide di denunciare Bollek, il suo ricattatore.

L’uomo viene così condannato per estorsione, ma Kroner, in quanto omosessuale, non può sottrarsi alla legge. La pena questa volta tuttavia è lievissima. Il giudice molto comprensivo e la sentenza si limita a una sola settimana in gattabuia. Non sarà infatti la prigione a uccidere il protagonista, ma piuttosto l’ostracismo di amici e familiari una volta uscito dalle patrie galere. Proprio questo atteggiamento di totale chiusura e disprezzo porta Kroner a farla finita.

Nulla potranno a questo punto le lacrime dell’amato Kurt che, annientato dalla morte di Kroner, tenterà a sua volta di togliersi la vita. Solo il provvido arrivo del dottore lo salverà, lasciando che il film si concluda molto didascalicamente con un primo piano sull’infame paragrafo 175 che tanta sofferenza ha causato in quegli anni bui. Senza speranza.


Giorgio Podestà

 

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).









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