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pubblicato lunedì, 22 maggio 2017 da Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Langston Hughes, tra letteratura e diritti civili

Langston Hughes (1902-1967)
Langston Hughes (1902-1967)

Langston Hughes (1902-1967), uno dei grandi nomi della celebre Harlem Renaissance. Un talento multiforme che spaziò dalla poesia alla narrativa, dalla drammaturgia all’attivismo politico. Alle spalle un’infanzia difficile, lontana spesso dalla madre, impegnata a sbarcare il lunario in altre città, a chilometri di distanza da Lawrence, dove il piccolo Hughes viveva con l’amatissima nonna. Anni tristi che, come un pozzo mosso e inquieto, alimentarono in profondità tutta la sua opera e il suo destino sia di uomo che di scrittore.

Volentieri le biografie di ieri e di oggi ce lo mostrano chino su un pezzo di carta, con la penna in mano, mentre il fumo lo avvolge e le note struggenti del jazz gli fluttuano attorno. Non un ritratto di maniera, badate bene, ma piuttosto il quadro di un’essenza, di un’anima e per certi versi, non può non essere detto, di un’intera epoca.

Un ruolo importante ebbe nelle sue poesie anche l’omosessualità che l’autore tenne nascosta per tutta la vita, ma che affiora insistentemente non solo nei suoi componimenti poetici, grazie a un linguaggio in codice, ma anche in un racconto intenso e molto più esplicito come Blessed Assurance.

Letteratura e diritti civili

Langston Hughes non si dedicò solo alla letteratura, ma spese tempo ed energie a favore dei diritti civili dei neri d’America e diverse cause filo-comuniste, non ultima la fratricida e devastante Guerra Civile Spagnola. Un uomo che, pur timido e riservato, non si sottrasse mai alla lotta contro il sopruso, l’ingiustizia sociale, la discriminazione razziale. Del resto basta leggere opere come Montage of a Dream Deferred, un lungo poema pubblicato nel ’51, o Not Without Laughter, il romanzo che segnò invece il suo esordio nel lontano 1930 (pubblicato in italiano con il titolo di Piccola America negra), per capire tutta l’importanza di questo grande poeta afro-americano di cui oggi ricorre l’anniversario della prematura scomparsa.

«Dreams», una poesia di Langston Hughes

Vi lasciamo con Dreams, un suo breve ma intenso componimento. Un componimento, ancora una volta, tutto da leggere e, possibilmente, ricordare:

Hold fast to dreams
For if dreams die
Life is a broken-winged bird
That cannot fly.
Hold fast to dreams
For when dreams go
Life is a barren field
Frozen with snow.

***

Aggrappati ai sogni
perché se i sogni muoiono
la vita è un uccello dalle ali spezzate
che non riesce a volare
Aggrappati ai sogni
perché quando i sogni se ne vanno
la vita è un terreno arido
ghiacciato con la neve.

Foto | Jack Delano [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).