0
pubblicato venerdì, 26 maggio 2017 da Graphe.it in I nostri libri
 
 

«Il demone di carta» di Luigi Milani: intervista all’autore

Intervista a Luigi Milani autore de «Il demone di carta»
Intervista a Luigi Milani autore de «Il demone di carta»

Il demone di carta è un racconto di Luigi Milani che viene pubblicato nella nostra collana eTales, che, come è noto, ospita testi di narrativa ed è esclusivamente in formato digitale. Luigi Milani è direttore della collana e il suo racconto è il quattordicesimo che pubblichiamo (alcuni sono stati tradotti anche in inglese e spagnolo).

La pubblicazione dell’eBook Il demone di carta è l’occasione per parlare con Luigi Milani sia del suo testo che del mercato degli eBook in generale.

A lui la parola!

Tre domande a Luigi Milani sul suo eBook «Il demone di carta»

Permettimi di iniziare con una divagazione. «Il demone di carta» è un tuo racconto, in eBook. Sono trascorsi alcuni anni dall’arrivo degli eBook sul mercato e dopo tutte le polemiche degli inizi, le paure, le speranze e compagnia cantando, libri digitali e libri cartacei continuano a camminare tranquillamente insieme (come del resto abbiamo sempre sostenuto noi della Graphe.it edizioni). A tuo modo di vedere, oggi come vanno le cose nel mercato del libro digitale? Il demone chi è: la carta o il bit?

La tua è una bella domanda, lasciatelo dire. Per quanto concerne il mercato del libro digitale, o eBook che dir si voglia, direi che la situazione è discreta. Uso quest’aggettivo perché, dopo i grandi, forse eccessivi, entusiasmi iniziali di qualche anno fa, suscitati anche dalla discesa in campo di Amazon, non mi pare che il mercato del libro digitale abbia, per così dire, spiccato davvero il volo. Al momento i numeri sono ancora abbastanza modesti, e dunque i timori di chi temeva in prospettiva la fine del libro cartaceo oggi appaiono davvero ingiustificati. La verità è che il libro in generale, inteso sia nel tradizionale formato cartaceo che in quello digitale, vende pochino comunque, a prescindere dal formato.

Detto ciò, è innegabile che il digitale presenti indubbi vantaggi rispetto alla controparte cartacea – io stesso ne sono un convintissimo fruitore – ma i fatti, anzi le statistiche di vendita dimostrano che entrambi i formati possono convivere tranquillamente.

Del resto analogo dibattito si trascina stancamente da anni a proposito dell’informazione su carta stampata e in digitale. In prospettiva, per quanto riguarda il mondo delle notizie, probabilmente il digitale, sia pure declinato anche tramite l’informazione televisiva, diverrà la modalità di fruizione dominante.

Ma non mi strapperei le vesti per questi cambiamenti, quando e se si verificheranno, perché, perdonami la banalità, l’importante è leggere. Non importa come: eReader, smartphone, tablet, computer, libro rilegato o economico, tutti i sistemi vanno bene, insomma.

Quindi, per tornare alla tua domanda, direi che il vero demone da combattere con ogni mezzo è la fuga dei lettori, che andrebbero educati – o rieducati, a seconda dell’età – al piacere della lettura.

Per quel che riguarda il tuo racconto, quali letture ci sono dietro «Il demone di carta»?

Ti dirò, per chi scrive non è facile dichiarare – o se vogliamo, diciamo così, ammettere – le influenze più o meno dirette che possono stare dietro a un racconto o un romanzo. A posteriori, credo che questo racconto risenta dell’influenza delle opere di Arthur Schnitzler, ma anche di Kafka e di Philip K. Dick.

Intendiamoci, il riferimento a questi autori – veri e propri mostri sacri della letteratura – è fatto con la massima umiltà, in quanto si tratta di modelli per me talmente alti da risultare pressoché irraggiungibili… Posso dirti però che averli letti mi ha regalato senz’altro suggestioni e, perché no, anche spunti preziosi.

Ma c’è dell’altro: se sul fronte letterario gli autori di riferimento possono essere quelli citati, Il demone di carta in realtà vuole – o quantomeno vorrebbe essere – un omaggio alle storie a fumetti concepite da quel geniaccio di Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog. Non a caso la storia è in parte ambientata nel mondo del fumetto e dell’animazione… Ma non voglio svelare troppo, per non privare il lettore dell’effetto sorpresa.

Il racconto «Il demone di carta» è ambientato nel mondo del fumetto: ci potresti dire quali sono le tue graphic novel preferite?

Di recente ho molto apprezzato la graphic novel di Gipi, intitolata unastoria: l’approccio di Gipi alla narrazione per immagini è davvero sorprendente, vista la maestria con la quale mescola più tecniche e direi perfino stili. Poi, pescando nella mia memoria di incallito fumettaro, non posso fare a meno di citare l’incantevole Parabola, disegnata da quel mostro sacro che è stato Moebius e scritta nientemeno che dal sorridente Stan Lee, il co-creatore assieme a Jack Kirby dell’universo Marvel.




Graphe.it

 

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)