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pubblicato sabato, 15 luglio 2017 da Mariantonietta Barbara in Poesia e dintorni
 
 

L’inno al gatto custode della casa

Inno al gatto custode della casa
Inno al gatto custode della casa

Quando racconto alle mie amiche delle peripezie dei gatti di casa, sobbalzano e mi chiedono allarmate: «Non ti spaventi quando sbuca all’improvviso o ti salta sulle gambe?». No. I proprietari di gatti lo sanno: c’è un costante e silenzioso movimento in casa, almeno in certe ore. Nelle altre siamo tutti rassicurati da un costante ronfare (se siamo fortunati, in pieno inverno ci ronfano in braccio con una serie di reciproci benefici).

Per chi non ha mai avuto a che fare con i gatti deve però apparire sconcertante la costante possibilità di essere festosamente aggrediti da un peloso compagno. Uno dei miei ha l’abitudine di saltarti all’improvviso sulle spalle come se fosse ancora un cucciolo di pochi etti e di minime dimensioni.

Devo però ammettere che sapere che in casa c’è un micio in attesa il nostro ritorno è piuttosto rassicurante. E sì che sono sposata e ho prole. Da sempre, però, ho aspettato il momento in cui avrei potuto avere un gatto a farmi compagnia. Sarà che la storia degli egiziani e di Bastet mi affascinava. Sarà che i gatti hanno sempre l’aria di saperne una più del diavolo. Sarà che i felini sembrano custodire un magico potere, che si manifesta solo a chi crede in loro.

Sant’Adelmo e l’inno al gatto

Non a caso mi viene in mente la poesia di Sant’Adelmo (curiosità: Adelmo sembra voglia dire «nobile protettore»), un inno al gatto custode della casa. Spesso conosciuta dai gattari, che ne parlano come di un guardiano che purga «i nascondigli ciechi».

Certo, a questa visione magica e quasi rassicurante, bisogna aggiungere il sonoro: quello che disturba il pacifico sonno di noi umani, consapevoli che presto, nel vegliare la casa, verranno scaraventate a terra delle suppellettili, dei libri e sbranati diversi divani. Se poi il custode, come nel mio caso, è già nero come la notte, le possibilità di custodire l’operato del custode si riducono davvero a un lumicino.

Guardiano fedele,
protettore della casa,
su cui veglio tutta la notte,
io purgherò
i nascondigli ciechi
dell’oscurità della notte
senza perdere nei meandri bui
l’acutezza del mio sguardo.

Via | Marina Alberghini, Gatti di potere
Foto | Pixabay




Mariantonietta Barbara

 

Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.