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pubblicato lunedì, 21 agosto 2017 da Mariantonietta Barbara in Poesia e dintorni
 
 

Stefano Benni e i gatti

Stefano Benni e i gatti
Stefano Benni e i gatti

Non ci riesce facile immaginare grandi scrittori e grandi poeti alle prese con un testo che racconta di un gatto. Li vediamo seduti, immersi nei loro pensieri, circondati dai libri e magari il gatto lì a far loro compagnia, a ispirarli. Scrivere su di lui, però, sembra un atto da scrittori per l’infanzia, un divertissement poco serio. Eppure, i gatti sono ovunque, anche tra le righe di scrittori conosciuti per tutt’altro genere di lavori. Per fare un esempio nostrano, l’avreste mai detto che Stefano Benni, scrittore e umorista bolognese – conosciuto per i suoi romanzi come Bar Sport, La compagnia dei celestini, Baol, Comici spaventati guerrieri, Saltatempo, Margherita Dolcevita, Il bar sotto il mare – ha dedicato due poesie ai gatti?

E i gatti

La prima di cui vi parlo oggi potete trovarla sul suo sito, tra gli inediti. È un testo piuttosto curioso, che sembra pensato per accompagnare una romantica e scherzosa canzone da cabaret. Sarebbe divertente musicarlo e riportare in note il parallelismo tra l’uomo innamorato e il gatto troppo indipendente per le donne che lo vogliono accarezzare, con le zampe poco adatte alla tastiera di un telefono, buono però a sdraiarsi nel mezzo della strada. Non so perché, ma io la immagino cantata da Paolo Conte, che sembra esprimere, a volte, la stessa diffidenza felina che noi gettare conosciamo tanto bene.

Le macchine
le macchine
sono troppo veloci
per i gatti
i gatti
che vogliono attraversar
per cercare
un amore
un amore
che dall’altra parte della strada sta
(si sa, bisogna rischiar)

E i gatti
i gatti
sono troppo indipendenti
per le donne
le donne
che li voglion carezzar
per mimare
un amore
un amore
quando proprio in giro non ce n’è
(neanche a pagar)

E se di notte mi vien voglia ti telefono
dalle cabine in autostrada da qualche squallido bar
sento i gettoni che cadono come battiti
del mio cuore ingenuo a metà
e tu rispondi annoiata
scocciata
addormentata
alle tre di notte cos’altro potresti far
e io ti chiedo sei sola e tu naturalmente ti incazzi
vorresti dormire vorresti riattaccar
e non capisci che…

I telefoni
i telefoni
sono troppo scomodi
per le zampe dei gatti
dei gatti
che voglion telefonar
per chiamare
un amore
un amore
che abita in un’altra città
(chissà se un giorno tornerà)

E la notte
la notte
ci sono troppe stelle
troppe macchine
e ai gatti
viene voglia di sdraiarsi
proprio in mezzo
alla strada
e guardare
e aspettar
che qualcuno gentile ti tocchi la spalla e dica
il mondo è finito, signore
se ne può andar

E se di notte ti vien voglia mi telefoni
dalla tua casa tranquilla o da un albergo sul mar
sento gli squilli che mi svegliano come battiti
del tuo cuore ingenuo a metà
e ti rispondo scocciato annoiato addormentato
alle tre di notte cos’altro potrei far
e se mi chiedi se sono solo dico son solo
sono solo solo solo come posso spiegar
i gettoni son finiti signore
è ora di andar
ma perché non capite che…

Stefano Benni, A una gatta

Sempre dal tono divertito, la poesia A una gatta. Qui abbiamo non un randagio innamorato, ma la regina indiscussa di una casa. Si chiama Nuvola, sembra non invecchiare mai e spandere il suo fascino ovunque, sia sul suo padrone che sui milioni che la corteggiano. Non è difficile riconoscere in questa descrizione uno dei nostri gatti di casa, alteri, per dirla con Stefano Benni, anche quando mordicchiano una piattola. Se queste poesie vi hanno divertito, ora non vi resta che comporre la vostra personale ode al felino che, compiacente, ha deciso di condividere una delle sue sette vite con un umano che reputa passabile.

O regina del giardino
tigre del ragù
lampo che sbrana
la più veloce carne in scatola
altera anche quando
mordicchia una piattola
o guru crepitante
di fusa nel nirvana
con la coda allontani
i complimenti plebei
Nella tua pelliccia, per cui
nessun amante pagò
nella tua bellezza, per cui
gatti a decine
di orrende serenate
atterriscono la luna
o sonnacchiosa sovrana
o Nuvola, gatta
che non invecchia mai

Foto | Pixabay


Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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